Firenze, caro sindaco, i bambini devono poter uscire almeno mezz’ora

E caro sindaco, siamo un gruppo di genitori.
In questi giorni, ci impegniamo ad essere cittadini responsabili, nel rispetto scrupoloso delle disposizioni imposte dall’attuale emergenza sanitaria. L’inasprimento delle misure che limitano la circolazione delle persone adottate in questi giorni ci fa capire che è probabile che questo stato di cose duri ben oltre il 3 aprile.

Siamo preoccupati che nessuno abbia preso sul serio il problema dei bambini. Rispettiamo il diritto riconosciuto ai cani di poter soddisfare i loro bisogni fisiologici durante le ripetute passeggiate durante il giorno. Chiediamo alle istituzioni di rispondere chiaramente alla ragionevolezza e alla proporzionalità delle misure di emergenza che “sembrano” vietare ai bambini di uscire anche per mezz’ora.

Per accettare questo divieto, abbiamo bisogno di una risposta ragionevole. Ci riferiamo ai nostri figli che hanno la fortuna di vivere in un contesto familiare sano e pacifico e che non soffrono di particolari affetti (pensate ai bambini autistici) o patologie, ma pensiamo in particolare a tutti i bambini che vivono in vari tipi di condizioni di difficoltà (anche residenziale).

Siamo confusi dall’attuale comunicazione istituzionale che è generica su questo punto. La legge esiste per dare certezza alla vita dei cittadini, se la legge è incerta, la vita dei cittadini diventa incerta. La nostra intenzione non è certamente di minimizzare o abbassare la soglia di attenzione. È proprio per questo motivo che chiediamo una risposta da parte delle istituzioni in grado di distinguere tra situazioni pericolose reali e situazioni sicure che devono essere espressamente regolate.

Non siamo esperti e non vogliamo sostituire quelli che hanno le competenze per fornire le informazioni necessarie ora. Riteniamo, tuttavia, che la raccomandazione di impedire ai bambini di uscire di casa per uscire e non creare riunioni sia discutibile. Se deleghiamo il comportamento corretto alla responsabilità dei proprietari di cani, a fortiori la stessa responsabilità può essere rivendicata e concessa ai genitori di bambini che hanno tutto l’interesse a preservare la salute dei loro figli, dei loro e degli altri. .

Su questo punto, chiediamo un’attenta riflessione delle persone competenti che adottano misure per consentire ai bambini di poter uscire di casa per “allungare le gambe” (e certamente non tornare a giocare nei parchi), per evitare questa emergenza non influenza il loro equilibrio psico-fisico.
L’OMS ha recentemente raccomandato che adulti e bambini, ove possibile, continuino a fare brevi passeggiate, ovviamente mantenendosi a distanza di sicurezza.

Chiediamo al vostro sindaco di adottare un protocollo di condotta specifico che consenta alle famiglie di garantire ai bambini un tempo minimo giornaliero al di fuori. Ciò sembra tanto più urgente vista l’assenza, nell’ultimo DCPM, di un riferimento preciso alla domanda.
LA LETTERA È FIRMATA DA 130 PERSONE

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