Federica Pellegrini, il diario di suo padre. “Così ho sollevato un campione”

Roberto Pellegrini apre il suo diario e racconta i dieci anni più importanti di sua figlia, la regina del nuoto che ora torna alla coppa del mondo

Caro diario, ti scrivo i miei dieci anni con una ragazza campione. Sono un papà che aveva paura di mostrare il mio cuore, ma ora niente è abbastanza per spezzarlo. Ho imparato a sentire, a piangere, ad ascoltare il mio respiro. Fu mia figlia, Federica, a farmi questo. In dieci anni mi ha cambiato, sono diventato una spugna, assorbito e rilasciato.

Anche la scorsa settimana mi sono passate le lacrime, come uno scherzo, è caduta nel mio letto con suo fratello, come quando erano piccole, ma ora sono giganti e hanno trafitto. Perfino la mia schiena piangeva per il dolore. Non sa che ti scrivo, che a volte la maledico, perché mi fa arrabbiare, e che maledico anche me stessa perché almeno una volta non ho potuto proteggerla. Ha sofferto perché mi fidavo di lui e causare danni a tua figlia è qualcosa per cui non ti perdoni mai.

Con gli occhi di papà, si chiama il mio diario. Sono il signor Roberto Pellegrini, 55 anni. Ho deciso di avere due figli con mia moglie Cinzia. Ci siamo incontrati in un ristorante a Venezia e mi ha subito detto: “Voglio due figli, altrimenti se ne avremo solo uno, crescerà viziato e un giovane gentiluomo come te”. E ho messo la polo viola nella sala parto, che ora è incorniciata a casa, dopo che mia moglie voleva buttarla via. Federica è nata il 5 agosto 1988 a Mirano alle 4:55: 4 chili e 90 grammi. Due anni dopo arrivò Alessandro.

Diario, ti scrivo dal 2003, da quando ti seguivo segretamente a Barcellona. Lei non vuole

non ha ancora quindici anni, vuole essere grande. Non ti presenti al debutto mondiale dando una mano a papà. Quindi tutti ridono di te.

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