Da Sarri a Gattuso: chi ha già vinto ed è ancora in pareggio, il futuro degli allenatori si è agganciato al virus

In questo assurdo 2020 sconvolto dall’urgenza del coronavirus, il sogno di ogni allenatore potrebbe diventare realtà: non essere giudicato esclusivamente sulla base dei risultati delle partite. Nel calcio, sai, un singolo episodio può decidere il mandato o il licenziamento di un tecnico. Sempre il primo ad essere messo in discussione, sempre il primo a dover rispondere a fatti spesso governati dal caso: una scommessa, un arbitrato, un obiettivo pulito all’ultimo minuto. Ma quest’anno potrebbe essere completamente diverso.



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Una stagione in palio

Federazioni e leghe stanno pianificando e rompendo i piani per il futuro – fermati, i campionati europei rimandati al 2021, le finali di Champions League ed Europa League riprogrammate e poi rimandate a una data per la quale è previsto – e in pista, la domanda a cui rispondere non è più solo quando e come riprendere. per giocare, ma anche per terminare la stagione 2019/20 o per farla uscire prima che i barili vengano tirati. Nessun verdetto: chi vince e chi perde, chi ride e chi piange, chi inizia a prendere in giro e chi deve sopportarlo. L’essenza del calcio in pratica.



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E senza un verdetto, in che modo i club giudicheranno le prestazioni degli allenatori? Questo è il periodo in cui le aziende pianificano normalmente per la nuova stagione. Ma anche se non c’è nulla di normale nel 2020, dobbiamo ancora decidere. E dovremo anche tener conto dell’impatto – certamente non trascurabile – del caos causato da Covid-19 sui registratori di cassa di tutte le società. Questo non è certamente il momento della borsa del coaching, ma se la stagione non fosse davvero finita, chi tra gli allenatori della Serie A potrebbe beneficiarne e chi un giorno potrebbe dire ai nipoti che hanno perso la panchina a causa del virus?

Coloro che hanno già vinto

Ai piani superiori della Serie A qualcuno ha già meritato conferma: in ordine alfabetico, Conte, Gasperini e Inzaghi. L’ex allenatore blu ha portato l’Inter esattamente dove il Presidente Zhang e il CEO Marotta, che lo volevano fortemente, volevano giocare per lo Scudetto. Certo, quando la Serie A si fermò, i nerazzurri furono terzi, -9 dalla Juve (con la quale persero le due partite dirette) e -8 dalla Lazio, ma con una partita in meno. Certo, in Champions League non è andata bene, con l’eliminazione nei gruppi: ma Conte è stato preso perché ha la fama di ciò che ricostruisce e porta le squadre al successo dopo pochi anni troppo senza parole. Ha ancora due anni di contratto e l’Inter era ancora in corsa per la Coppa Italia e l’Europa League. In breve, non c’è traccia di inversioni. Dato che non ce ne sono, e ne avremmo bisogno di più, nella casa di Atalanta e Lazio. Dopo aver portato i nerazzurri di Bergamo a una qualifica storica in Champions League l’anno scorso, Gasperini si è ripetuto. No, è successo: l’Atalanta ha raggiunto i quarti di finale, tra i migliori otto in Europa, ed è quarto nel campionato. E che dire di Inzaghi? La Sa Lazio ha giocato il titolo di campione con i leader e dominatori della Juventus in Italia per otto anni. Il vantaggio: l’ha battuta sia nella prima tappa del campionato che nella Supercoppa italiana. Con un margine così piccolo (un punto, quando tutto si è fermato) e il nuovo shock diretto previsto per il 34 ° giorno … Il presidente Lotito – che sta spingendo duramente per la fine della stagione – non ha dubbi e sosterrebbe il suo allenatore. Ma Inzaghi si trovò nei libri di più di una grande azienda, e con la scadenza del contratto nel 2021, poteva anche prendere in considerazione altre opzioni.



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Verso la riconferma

Nella Juve più che altrove, la primavera è sempre stata il periodo cruciale: a Torino, sai, vincere è l’unica cosa che conta. Sarri era stato catturato dall’idea di cambiare radicalmente il gioco e la mentalità dei bianconeri, ma se ci fosse stata una rivoluzione, l’allenatore toscano sembra aver sofferto più che guidato: vietare il bel calcio, rimanere su questa panchina è necessario vincere trofei. Sarri lo ha capito e merita il merito. In caso di fine permanente della stagione, questo è il ragionamento ai piani superiori della Vecchia Signora, non possiamo non prendere in considerazione il fatto che la squadra era in corsa per vincere potenzialmente tutto: il titolo di campione, il Champions League e Coppa Italia. Quindi l’idea è di confermare Sarri e dargli un’altra stagione per giudicarlo davvero. Anche Napoli e Roma sono sulla strada della continuità: Gattuso è riuscito a rimettere in sesto la squadra dopo un brutto inizio di stagione e De Laurentiis è pronto a dargli più fiducia. Ma sarà necessario discutere un adattamento del contratto, che scade nel 2021. I dirigenti giallorossi sono soddisfatti dei progressi compiuti da Fonseca, che ha gareggiato per l’ultimo posto utile nell’area dei campioni con l’Atalanta: se non fosse stato per il allenatore per mostrare la volontà di un divorzio, continueremo insieme anche per il prossimo anno. Mihajlovic è stato anche promosso a Bologna, Juric a Verona (ma al croato piace più di una squadra), D’Aversa a Parma e Liverani a Lecce.

Chi è quasi fuori

A Milano, le decisioni sembrano essere già state prese: il CEO Gazidis, che ha vinto lo showdown in collaborazione con il duo Boban-Maldini, si concentra fortemente sul tedesco Ralf Rangnick. Una riconferma di Pioli è alquanto improbabile, anche se è tornato a giocare e i rossoneri hanno chiuso la stagione. Anche il destino di Longo, che non sarà sulla panchina del Torino, sembra essere stato segnato: l’allenatore non ha potuto cambiare dopo l’esenzione da Mazzarri e, senza la possibilità di mostrare una possibile inversione di rotta nella finale del campionato, non sarà confermato dal Cairo.

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