Crisi dei consumi: 52 miliardi in meno per trasporti, hotel e ristoranti

L’unico settore che sta crescendo nel settore alimentare con un aumento del 4,2% nel 2020 rispetto al 2019. Ma la cifra scioccante che con le continue chiusure delle attività produttive e quelle del settore dei servizi (come il commercio, turismo, servizi, trasporti e professioni liberali), il calo dei consumi in Italia potrebbe raggiungere i 52 miliardi. come Confcommercio considera realistiche le ipotesi di riapertura del Paese solo all’inizio di ottobre.

In tal caso, l’associazione prevede un collasso, in particolare per i trasporti (-12,7%), gli hotel e i ristoranti (-21,6%) e un calo del 3% del PIL. Stime che includono anche gli aiuti assegnati con l’ultimo decreto. In quest’ultima ipotesi – spiega l’associazione – i settori più colpiti sono: alberghi e ristoranti (-23,4 miliardi di consumi nel 2020, -21,6%), trasporto e acquisto di veicoli ( -16,5 miliardi con -12,7%), cultura e tempo libero (-8,2 miliardi pari a -10,8%), abbigliamento (-6,6 miliardi pari a -11,3%).

Il consumo di cibo aumentae quelli delle bevande e del tabacco con 10,5 miliardi in più e una crescita del 4,2%. È chiaro – conclude l’Ufficio di progettazione – che tutte le misure annunciate dalla BCE per impedire alla crisi di migrare dal settore reale al settore finanziario, nonché i vari interventi progettati a livello internazionale per garantire un movimento ordinato del rendimento obbligazioni sovrane di diversi paesi, non saranno in grado di evitare la recessione, ma ne mitigheranno l’impatto promuovendo le condizioni per il recupero una volta terminata l’emergenza sanitaria.

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