Coronavirus, multe più gravi: la chiusura del Ministero degli Interni in inutili passeggiate

La decisione arriva al mattino, quando si comprende che il numero di persone infette dal coronavirus continua ad aumentare, così come quello di quelli che hanno riferito di aver violato il divieto di uscire da coloro che non hanno “esigenze comprovate“. E poi il ministro degli interni Luciana Lamorgese dare un’indicazione al capo della polizia Franco Gabrielli e ai prefetti di tutta Italia per a nuova pressione sui controlli di quelli catturati in strada e non possono giustificarsi. Ma è particolarmente vero modificare il modulo di autocertificazione con l’inserimento di una “voce” in cui l’arresto deve dichiarare “Non essere in quarantena”. Se mente, può essere segnalata per un’epidemia che prevede fino a 12 anni di carcere. Per tutto il giorno, le chiamate si moltiplicano – dal Governatore della Lombardia Attilio Fontana al sindaco di Milano sala, dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, al nuovo commissario per gli acquisti Domenico Arcuri – per convincere i cittadini a “rimanere a casa“. Il rischio è troppo chiaro: rimanere in questa situazione “isolata” per settimane o peggio – costringere il governo ad adottare misure ancora più drastiche.

Il nuovo modulo

Il modulo che a partire da lunedì è sul sito web del Ministero degli Interni e deve essere presentato durante le verifiche (è possibile scaricarlo su Corriere.it, senza paywall) contiene tre punti. Nel primo, dichiara “di essere a conoscenza delle misure per contenere il contagio”, nel secondo, certifica di “non essere soggetto alla misura di quarantena e di non essere stato ritenuto positivo per il virus Covid-19 “, nel terzo alla fine” era “a conoscenza delle sanzioni previste”. Vale a dire un reclamo per violazione dell’articolo 650 del codice penale che prevede l’arresto di un massimo di tre mesi e una sanzione fino a 206 euro, a condizione che non si verifichi la più grave disputa sui danni alla salute pubblica. Molti si sono chiesti se hanno rischiato la pena dichiarando che erano “negativi “benché non abbiano prelevato il campione e si è quindi chiarito che l’autocertificazione riguardava solo coloro che avevano effettuato il test. Naturalmente, coloro che non sono in grado di stampare il modulo possono copiarlo o fotografarlo con il proprio smartphone, il montran t quando si controlla per strada.

Un milione di assegni

Dall’11 marzo – il giorno dell’entrata in vigore del decreto che obbliga a non uscire – lo sono stati controllare un milione e 250 mila persone e oltre 415 mila negozi. Sono oltre 35 mila sono stati segnalati: solo 7.890 ieri, il 13,5% in più rispetto al giorno precedente. Il numero di operatori che hanno deciso di aprire le persiane è elevato anche se il decreto indica chiaramente quali negozi possono rimanere aperti: 1319 i proprietari hanno riportato un aumento che in questo caso aumenta anche nel corso dei giorni.

Le sanzioni

Per giorni sono stati pubblicati video e foto di persone che camminano, tanto che il consigliere per il benessere della Lombardia Giulio Gallera avverte via Facebook: “Ti controlliamo tramite telefoni cellulari, non uscire di casa, è assolutamente importante perché vinciamo questa battaglia”. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca invoca la presenza dell’esercito per i controlli. Certo, c’è che l’invito fatto nelle prime ore di applicazione del decreto del Lamorgais alla polizia e ai carabinieri per mostrare comprensione con i cittadini, è ora diventato una richiesta per applicare una linea dura e quindi il sanzioni massime.

La nuova versione

Nel decreto firmato dal Primo Ministro Giuseppe Conte, non è vietato portare a spasso o portare a spasso il cane, ma il governo ha chiarito – e Borrelli lo ha esplicitamente affermato – che i movimenti devono essere fatti “nella vostra regione e per un periodo di tempo limitato, massimo due invece di mantenere la distanza di sicurezza degli altri. “E quindi evitare comunque incontri fuori dai negozi. Solo per impedire ai cittadini di essere lì, molti sindaci hanno deciso di chiudere i parchi , ma anche questa misura non sembra sufficiente. E così – se i reclami continueranno a crescere nei prossimi giorni – non è escluso che finiremo con un inasprimento più determinato. “Siamo pronti a fermare nuove scelte audaci il virus “, ha detto Lamorgese tre giorni fa. Una linea condivisa con il Primo Ministro che potrebbe essere istituita per sconfiggere Covid-19.

17 marzo 2020 (modificato il 18 marzo 2020 | 10:58)

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