Primavera, l’esperto: “Bimbi di 2-3 anni già allergici: mai successo”

Primavera, l’esperto: “Bimbi di 2-3 anni già allergici: mai successo”

10/04/2019 0 Di redazione
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Vediamo bimbi di 2-3 anni già allergici ai pollini, cosa che prima non era mai successa. L’esordio nell’infanzia è infatti in genere intorno ai 5 anni”. E’ quanto segnalato da Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Penso che la ragione sia legata ai mutamenti climatici. Per sviluppare un’allergia, infatti, occorre un certo numero di esposizioni, e negli ultimi due anni abbiamo avuto – ha spiegato ad Adnkronos – delle pollinosi più intense del solito, addirittura raddoppiate”.

“Forse per questo il problema si è manifestato prima. Inoltre – aggiunge Fiocchi – non è vero che sotto una certa età non si possono fare i test allergici, come invece si sente dire in giro. Il consiglio, dunque, è di non sottovalutare i sintomi: se il bambino inizia a starnutire ‘a salve’, con secrezioni da occhi e naso, o anche improvvise epistassi legate al fatto che in bimbo si tocca il nasino perché ha prurito, allora – raccomanda – è bene consultare il pediatra, che potrà indirizzare verso le prove allergiche”. E solo dopo si potrà avviare un trattamento mirato.

Il caldo delle scorse settimane ha provocato “una forte fioritura del cipresso e dell’olivo al Centro e di betulla e nocciolo al Nord. Ma le piogge e il freddo di questi giorni hanno concesso un po’ di respiro agli allergici. Ecco perché – continua l’allergologo – prevedo che il momento peggiore arriverà dopo il 15 aprile, mentre al Nord si sposterà più avanti, direi dal 25 aprile”, spiega Fiocchi.

Si tratta di un problema diffuso: in Italia soffre di rinite allergica il 30-35% della popolazione adulta, ma anche “il 25% dei bimbi delle elementari. Ormai sappiamo che si può diventare allergici a qualsiasi età, persino senile”. La presenza di familiari con allergia aumenta il rischio. “Ma anche chi non ha allergici in famiglia può incappare in questo problema. Tanto che in Cina, nonostante le linee guida messe a punto in collaborazione con le società scientifiche, non riescono a riconoscere i bambini a rischio, perché c’è un vero e proprio boom di allergie, e chiunque può ritrovarsi allergico anche senza avere un genitore con questo problema”, conclude Fiocchi.

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