L’Eurispes che vuole cambiare il volto di Palermo fa sorridere i “nemici ra cuntintizza”

L’Eurispes che vuole cambiare il volto di Palermo fa sorridere i “nemici ra cuntintizza”

20/07/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Un progetto faraonico che, nelle intenzioni di Eurispes, l’ente privato che da 35 anni opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale, avrebbe tutte le carte in regola per rilanciare definitivamente la città di Palermo (ma non solo), capace di divenire, favorita da una posizione geografica ideale, punto di riferimento dell’intera area del Mediterraneo: si tratta della creazione di un porto Hub, ossia di una grande piattaforma sul mare collegata con la costa all’altezza della Bandita, e capace di creare una baia larga 300 metri e lunga tre chilometri destinata agli sport acquatici e a 200 barche da diporto.

La riqualificazione del litorale sud est del capoluogo siciliano sarebbe una conseguenza, dato che, dalla foce del fiume Oreto fino ad Acqua dei Corsari, comprenderebbe anche una grande spiaggia, in parte libera e in parte attrezzata, e a monte 10 ettari di impianti sportivi, un parco urbano sul mare, negozi, ristoranti e zone per il tempo libero. Che la portata del progetto (che prevede tra le altre cose la creazione di un nuovo ponte sul fiume Oreto, attraverso il quale collegare il porto alla statale 113 con tanto di piste ciclabili e per i runner) sia davvero imponente, lo dimostrano i quasi 5 miliardi di euro che, assicurano dall’Istituto, saranno messi a disposizione per la maggior parte da gruppi internazionali già pronti a investire nell’Isola.

Un’opera strategica davvero unica nel suo genere, capace di rendere più agevoli e meno costosi gli spostamenti dei container via mare tra il nuovo porto di Palermo, le cui caratteristiche tecniche lo farebbero divenire il porto più importante del Mediterraneo europeo (in grado di movimentare 16 milioni di container all’anno contro i 5 del porto di Valencia, i 3 di quello di Gioia Tauro e i 2 circa dei porti di Barcellona e Genova) e tutti i porti del sud Europa. L’intenzione, seria, c’è, almeno da parte di Eurispes, che assicura come la totalità degli stanziamenti verrebbe dai privati, anche se non è esclusa una piccola partecipazione pubblica.

Tuttavia,  per passare dalle parole ai rendering  – spettacolare sulla carta:  9 km di banchine, piazzale di 200 ettari, porto canale con ingresso a nord-ovest e uscita a sud-est e collegamento diretto ad un retroporto di 100 ettari dove sono previsti hotel, residence, parcheggio multipiano e 8 mila metri quadrati di uffici – fino ai fatti concreti, ciò che dovrebbe succedere è l’attivazione di tutte le procedure per le autorizzazioni, i cui soggetti chiamati in causa sarebbero il ministero delle Infrastrutture per l’inserimento fra le grandi opere, la Regione e il Comune, visto che andrebbe anche modificato il Pudm (piano d’uso del demanio marittimo).

 

Insomma, in tempi grami come quelli odierni, per una realtà come Palermo, alle prese con l’inarrestabile emorragia di abitanti in cerca di lavoro, si tratterebbe di qualcosa di epocale (più di 400mila le persone che beneficerebbero di un’occupazione), per una grande occasione da non lasciarsi assolutamente sfuggire. Ma è proprio davanti a questa ennesima promessa che, soprattutto tramite i social, i palermitani hanno voluto dire la loro attraverso commenti votati chi all’ironia, chi alla rassegnazione chi ancora ad un vero e proprio sfogo di rabbia. “Ma se neanche hanno saputo riqualificare il porticciolo della Bandita- afferma Giuseppe-, con quale coraggio ci si aspetta da parte del Comune un passo concreto nella realizzazione di un progetto tanto imponente?”. “Mi viene da ridere ma ci sarebbe da piangere  – gli fa eco Loredana -; abito proprio in quella zona e ho subito sognato  quando si è parlato della realizzazione di un acquario ancora più grande di quello di Genova. Parole parole parole: come sempre da queste parti”. “Sì sì, come no, forse l’unica cosa che costruiranno saranno i grattacieli del nuovo centro direzionale della Regione in via Ugo la Malfa. Ecco, forse quella è l’unica opera che vedrà la luce. Come mai lo penso? Non ci arrivate da soli…? Il commento di un infastidito Mario50”. “Che a uscire i soldi saranno i privati, nell’ottica della fattibilità del progetto vuol dire davvero poco, soprattutto in una realtà priva di mentalità imprenditoriale come Palermo  -dichiara Dario -; vedi il caso di Ikea: terreni individuati, progetto quasi pronto ma, all’atto delle concessioni ecco l’inghippo. State certi che qualcosa verrà fuori e di tutto questo ben di Dio non se ne farà nulla”.

Intanto, il 24 luglio alle 16, alla Sala Alessi di Palazzo d’Orleans, lo stato maggiore del capoluogo e della Regione siciliana, è chiamato a valutare e formalizzare gli impegni. Non sia mai che, per una volta, riusciranno a smentire i cosiddetti  “nemici ra cuntintizza”, che, forse, altro non sono che “gli amici della realtà”.

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