No mondiali no fair play: calcio italiano ai minimi storici e i tifosi rosanero insorgono

No mondiali no fair play: calcio italiano ai minimi storici e i tifosi rosanero insorgono

21/06/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Un altro raduno, con la voglia di alzare la voce per fare sentire, veementi le proprie ragioni. Lo faranno i tifosi del Palermo (alle 18.30 davanti allo stadio Renzo Barbera), delusi dalla decisione di una giustizia sportiva ritenuta fin troppo tenera nei confronti del Frosinone per quanto accaduto al Benito Stirpe in occasione della finale di ritorno dei play off di serie B.

“Dall’atteggiamento dei giocatori ciociari sin dal primo minuto, al rigore concesso ai rosanero e poi revocato dopo le pressioni dei padroni di casa nei confronti dell’arbitro La Penna“: questi i capi d’accusa mossi dai fans, resi ancora più feroci per via della scoperta che il direttore di gara lavora nello studio associato dell’avvocato che difese l’impresa dell’ex presidente del Frosinone Benito Stirpe. Intrecci pericolosi e minacciate guerre a colpi di carte bollate tra le parti in causa, il tutto sullo sfondo di un mondo del pallone sempre più sgonfio e meno credibile agli occhi dei tifosi e non solo di quelli rosanero.

Perchè, in questa anomala estate mondiale, in cui a tenere banco sono le magie di CR7 e dove si scommette su quanta strada faranno gli scatenati bombardieri russi, a ricordarci quale posto occupiamo nella gerarchia del calcio sembrava potesse bastare un semplice post, quello beffardo che circola sui social e che ritrae la nazionale azzurra intenta a seguire la rassegna iridata davanti la tv, mentre Panama-Tunisia sono prossime a scendere in campo.

Ma siccome  al peggio non c’è mai fine, ecco giungere, impietoso e mortificante lo scandaloso comportamento di quei tesserati che si sono permessi il lusso di orchestrare piogge di palloni in campo o, ancora, come nel caso di Calajò e Ceravolo prima di Parma-Spezia, di inviare messaggi Whatsapp probabilmente compromettenti orientati a pilotare l’esito di una partita di calcio (che sia un’amichevole o una finale di Champions League poco importa).

Poteva essere un assist al bacio per l’intero Movimento Calcistico Nazionale, che solo applicando la più severa delle pene avrebbe potuto riabilitarsi e che invece, almeno per quanto riguarda il “caso Frosinone” ha deciso di evitare di usare la mano pesante. Niente stigmatizzazione dei fatti dunque, nessuna condanna ferma, quanto semmai, per la felicità dei diretti interessati, quasi una decisione di sdrammatizzare il tutto, con il rischio calcolato di avere creato per il futuro degli scomodi e imbarazzanti precedenti.

“E’ più probabile che Panama vinca i mondiali che vedere ripescato il Palermo in A”,  intanto, è solo uno degli innumerevoli messaggi che si possono leggere su internet da parte dei tifosi rosanero, consapevoli che, se verrà adottato lo stesso metro di giudizio, anche l’altrettanto spinoso “caso Parma” è destinato a risolversi con un provvedimento lungi dal sottrarre la massima serie al club ducale. Viceversa, essendo ripescato in A, a ribadire la delicatezza del momento, il club di Viale del Fante potrebbe rivedere la luce grazie ai 39 milioni di euro derivanti da diritti TV, dal botteghino e dallo sponsor, oltre all’accresciuto valore del club. In buona sostanza una rinascita, sempre nel segno di uno Zamparini che, in vista del prossimo torneo cadetto ha finalmente parlato chiaro e tondo: assoluta austerità, puntare sui giovani e mister Tedino nuovamente al timone. Un definitivo ridimensionamento che, fa male ammetterlo, profuma  tanto di fine di un’era. 

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