“Ballarando”: scatti dal cuore di Palermo, laboratorio di multietnicità

“Ballarando”: scatti dal cuore di Palermo, laboratorio di multietnicità

20/06/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Ballarò come melting pot culturale, crogiolo di pacifica convivenza multietnica, simbolo assoluto di una Palermo che non può e non vuole rinnegare la propria natura di città accogliente e aperta. Basta ammirare la collettiva fotografica “Ballarando” per toccare con mano tutto questo, all’interno della fascinosa  e magica cornice di un quartiere e del suo storico mercato, lì dove verrà inaugurata, alle 18 di venerdì 22 giugno, presso il Chiostro del Convento Carmelo Maggiore dei Frati Carmelitani, al civico 13 di via Giovanni Grasso.

Un susseguirsi di volti, espressioni intense di vita vissuta ma con addosso ancora tanta voglia di proseguire il cammino: dagli indigeni, palermitani doc che giocano a carte sfruttando come base una cassetta in legno, come a dire: “quì l’arte di arrangiarsi è di casa, ed è per questo che accettiamo senza riserve chi cerca di fare lo stesso venendo da lontano”, alla mediorientale con il capo coperto, fedele alle sue radici ma ferma nella decisione di metterne altre in una terra a lei sconosciuta ma capace di accoglierla senza riserve.

E in quel pacifico microcosmo che dovrebbe essere portato ad esempio, soprattutto di questi tempi, in cui negli animi della gente italica forti si agitano insidiosi venti di intolleranza razziale, parla al cuore la foto che immortala un gruppo di africani seduti, laddove a spiccare sono i grandi occhi scuri di un bambino, intensi ed espressivi, capaci di tradire sì purezza ma anche, come d’altronde i suoi coetanei palermitani abitanti del quartiere, un senso di fin troppa, prematura abitudine ai problemi della vita.

E anche gli occhi arrossati dalle lacrime della signora con indosso la maglia a righe e un cupido che recita “ruba cuori” sono capaci di aprire, all’obiettivo della fotocamera, un universo interiore fatto di sogni infranti ma al contempo di speranze in un futuro che possa ancora riservare qualcosa di buono. Un’apertura d’intime emozioni, mentre sullo sfondo si consuma la normale quotidianità di gente non più straniera, adottata da una Palermo sì povera ma a suo modo infinitamente generosa e dunque tutt’altro che miserabile.

E l’uomo con gli occhiali da sole che, con un misto di noncuranza e irridente spavalderia si fa immortalare sotto il Crocifisso, sembra quasi volere dire all’intera umanità: “niente puzza sotto il naso, agli occhi di Dio, almeno qui a Ballarò, siamo tutti uguali”; frase che gli vale lo sguardo compassionevole di un Cristo pronto a perdonargli l’irrispettosa e inadeguata postura.

A esporre all’interno di questo gioiello architettonico, il più grande e più importante tra gli altri cinque conventi carmelitani esistiti in città, saranno: Fabio Artusi, Paolo Barbera, Marcello Cataliotti, Salvo Cracchiolo, Marina Galici, Victoria Herranz, Antonio Melita, Girolamo Perna, Nino Pillitteri, Luisa Vazquez. In tutto 20, due per ognuno di loro, le foto che si potranno ammirare dalle 9 alle13 e dalle 15 alle 20 del 22, 23 e 24 giugno, del 29 e 30 Giugno e, infine, di domenica 1 luglio. L’inaugurazione, che consentirà di conoscere personalmente gli autori di questa emozionante mostra, sarà allietata dalle musiche di Giacco Pojero e Nino Vetri. Ingresso libero.

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Ballarò

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