Palermo dà un calcio alla crisi: riconoscimenti a 50 marchi storici cittadini

Palermo dà un calcio alla crisi: riconoscimenti a 50 marchi storici cittadini

15/06/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Che per quanto riguarda le attività commerciali il periodo nero, iniziato all’incirca una decina di anni fa a causa di una crisi economica con pochi precedenti, sia ancora lontano dal dissolversi è un fatto, purtroppo, assodato. Eppure, se focalizziamo l’attenzione sulla complicata situazione della nostra Sicilia,  secondo l’Osservatorio InfoJobs le offerte di lavoro, a partire da Catania (31,2%) per proseguire con,  un po’ a sorpresa Palermo (26, 3% , a seguire Messina 9,5, al quarto e quinto posto troviamo rispettivamente Trapani con l’8,8% e Ragusa con il 7,7%. Chiudono la rosa delle province Siracusa 7,1%, Agrigento 5,3%, Caltanissetta 2,1% e infine Enna 1,9%), nel 2017 hanno fatto registrare un incremento del 32,9% rispetto al 2016.

Dunque, occupazione sì in aumento ma, dati alla mano, almeno per quanto riguarda determinati settori,  come ad esempio quello degli agenti di commercio, i quali, per potere operare sono comunque chiamati ad aprirsi una partita iva in modo da rispondere esclusivamente  di se stessi.

Gli accordi con l’azienda presso la quale si presta servizio prevedono, più che il fisso un esiguo rimborso spese, tra l’altro, solitamente assicurato per i primi due, massimo tre mesi di spostamenti (effettuati con la propria auto) in cui si procaccia l’affare, mentre, tutto il guadagno ottenuto, esce fuori dal compenso provvigionale a chiusura contratto con il cliente.

Insomma, i tempi cambiano e bisogna adeguarsi, anche se per molti, nonostante le mille difficoltà prospettate, l’apertura di un’attività in proprio continua a rimanere il sogno nel cassetto. Ed è per questo motivo che, in particolare nel capoluogo siciliano, area in cui il terziario, storicamente punta di diamante del volano economico (non fosse per l’arrancante Fincantieri il settore secondario in città sarebbe praticamente azzerato, mentre, per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse naturali il settore della pesca  deve fare i conti con un forte vento di crisi che, in nove anni ha visto la flotta peschereccia siciliana diminuita di 450 unità), ha visto recentemente un’incessante morÍa di attività, la cerimonia di consegna  – domenica 17 giugno a piazza San Domenico – del riconoscimento quale “Negozi storici di Palermo” a 50 imprese storiche palermitane riveste un significato particolare e di grande valore.

Un vero e proprio momento di riflessione, che può fare da traino per chi, tra mille dubbi e incertezze ha appena avviato un’attività imprenditoriale o, forse ancor di più, per tutti quei negozi presenti da decenni e i cui titolari, magari gli stessi figli di chi un tempo ha fondato l’attività, si chiedono se valga o meno la pena di continuare.

Una cerimonia che sarà pubblica e, si spera, il più partecipata possibile, con i promotori che rispondono al nome di Confcommercio Palermo, Fondazione “Salvare Palermo”, associazione “Cassaro Alto”, “Progetto Policoro” di Palermo e Cooperativa “Terradamare”, tutti pronti a comunicare i riconoscimenti a quelle 50 imprese che – tra “botteghe”, “mestieri antichi”, “locali di tradizione” e “alberghi storici” – esprimono oggi un primo elenco di attività testimonianza di ammirevole passione nel continuare a fare impresa nella nostra città (tra queste “Cipolla dal 1950 gioiellieri”, il negozio di preziosi sito nel cuore della città, in quella zona dove proliferavano, ieri più di oggi, i maestri orafi palermitani). Considerato il successo riscontrato, questo è solo il primo passo perché si prevedono ulteriori avvisi con l’inserimento di nuove categorie.

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