Venezia-Palermo 1-1: dalla bolgia del Barbera il visto per la finale

Venezia-Palermo 1-1: dalla bolgia del Barbera il visto per la finale

07/06/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Con due risultati a disposizione su tre, il Palermo, domenica sera, in un Barbera verosimilmente stracolmo, proverà a conquistare la finalissima dei play off. Questo grazie al pareggio per 1-1 ottenuto al Penzo contro il temuto Venezia di Pippo Inzaghi, al culmine di una gara sostanzialmente equilibrata, noiosa nel primo tempo, frizzante nella ripresa.

Stellone opta per il modulo 4-3-1-2; esperienza e fisicità massima in difesa, dove Rispoli e Aleesami agiscono sugli esterni mentre Bellusci e Rajkovic compongono la coppia di centrali davanti l’estremo Pomini. Dinamico e muscolare il centrocampo, che si avvale di Mato Jajalo, Fiordilino e Murawski, mentre, per quanto riguarda il reparto offensivo, si punta sulla freschezza  e sulla vena realizzativa dell’ispirato La Gumina e sui centimetri dell’ex Moreo, supportati dal tecnico Trajkovski che agisce alle spalle.

Che la posta in palio sia alta lo si capisce fin da subito, con le due squadre attente a non prestare il fianco, compassate e raramente capaci di costruire azioni degne di nota (poca cosa le fiacche conclusioni di Grosso al 3’ da una parte e di Trajkovski al 5’ dall’altra); gli unici due squilli al 9’ (spizzata di testa di Litteri con sfera d’un soffio fuori) ma soprattutto al 18’, allorchè la gran punizione calciata da Trajkovski viene sventata in angolo dal reattivo Audero. Tutta un’altra storia il secondo tempo, scoppiettante già al 2’, grazie al tiro al volo di Murawski deviato a fatica in corner dall’estremo veneziano e al 6’, con Pinato che per un soffio non riesce di testa a deviare in maniera vincente l’assist dalla destra di Bruscagin.

Un minuto dopo il gol che rompe gli equilibri: lo mette a segno, al 7’, su intelligente imbeccata di Jajalo Nino La Gumina, il cui tiro in diagonale si spegne in fondo al sacco sul palo lontano. Esplode la gioia dei 200 palermitani sistemati in curva che però, appena cinque minuti più tardi (dopo che al 10’ Trajkovski sfiorava il raddoppio con una conclusione dalla distanza di poco fuori), al 12’, proprio sotto i loro occhi, vedono trafitto il proprio portiere da Marsura, che, servito dal tacco di Litteri conclude sul palo lontano trovando la leggera ma forse decisiva deviazione di Rajkovic per l’1-1.

Adesso il Pier Luigi Penzo è una polveriera, che rischia di esplodere nuovamente sul tiro cross di Domizzi salvato nei pressi della linea di porta da Bellusci. Al 25’ le prime due sostituzioni: Geijo per Litteri nel Venezia, Coronado per Moreo tra i rosa. Al 30’ altro brivido in area Palermo, con la giocata di Falzerano che smarca Stulac (questa volta, ben contenuto grazie alla gabbia approntata da Stellone, lo sloveno non ha mai trovato lo spazio per tentare le sue proverbiali botte dalla distanza), lesto a scodellare in area un velenoso pallone che Rispoli prontamente spazza via.

L’ultimo quarto d’ora, purtroppo più nel male che nel bene è nel segno di Coronado, che dimostra di non avere del tutto metabolizzato il rigore fallito contro il Cesena. Dopo avere scaldato il piede con due tiri dalla distanza (al 33’ la sfera calciata di destro non scende abbastanza per impensierire Audero, al 35’, su passaggio di Gnahorè, subentrato al 21’ del st a Fiordilino, per poco non insacca sotto l’incrocio), il brasiliano fallisce infatti la (apparentemente) più facile delle occasioni; il suo scatto bruciante in solitaria, su errore di Modolo all’altezza della trequarti del Venezia,  gli permette di presentarsi a tu per tu con Audero, che, uscito alla disperata, riesce a evitare la capitolazione con una miracolosa deviazione.

La gara (che al 42’ fa registrare l’ingresso campo di Nestorovski al posto del connazionale Trajkovski, autore di una prova comunque positiva), fatta eccezione per i due tentativi dalla distanza di Murawski, termina praticamente qui. Così come nel caso di Cittadella-Frosinone 1-1 tutto è rimandato a domenica prossima.

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