L’incredibile arte di Emilio vera novità della Fiera del Mediterraneo

L’incredibile arte di Emilio vera novità della Fiera del Mediterraneo

07/06/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Il flusso di gente è massiccio quando non sono ancora scoccate le cinque del pomeriggio. Riaperta nel 2015 dopo sette anni di inattività, tutti vogliono riassaporare la calda atmosfera della Fiera del Mediterraneo, che,  in particolare in occasione di quest’ultima edizione, la sessantasettesima, sembra finalmente tornata ai fasti del passato (o quasi, considerati i numerosi padiglioni, soprattutto quelli in cemento armato inutilizzati e dall’aspetto fatiscente). 600 espositori provenienti da tutto il mondo, per un’area recuperata nei suoi due terzi grazie allo sforzo economico di privati  (la gestione è affidata alla Medifiere Srl di Trapani), oltre a serrati programmi di concerti, cabaret e sfilate promettono alla folla svago e spunti di interesse.

Ed è con queste premesse che, fatto il biglietto (2,50 euro il costo per gli adulti , 1,50 per i bambini dai 6 ai 12 anni) al botteghino del già congestionato accesso principale di Piazza Generale Cascino, facciamo il nostro ingresso pieni di aspettative. Il primo impatto, per i nostalgici in particolare è quantomeno disorientante: il mitico luna park, brulicante di giovani, e dall’aria impregnata dell’odore, più rassicurante che nauseante di frittelle e zucchero filato rimane infatti un ricordo, sostituito da un serpentone, piuttosto lungo, di bancarelle bianche in stile fiera natalizia. “Villaggio dello shopping” lo chiamano, e invece no, non ci siamo proprio, viene subito da pensare ai puristi fieraioli. E il bel vialone centrale? Quello in cui la vista si perdeva in un fiume ininterrotto di gente? Quel caotico, continuo, piacevole andirivieni dov’è finito?

Ma tant’è. Nonostante l’entusiasmo leggermente smorzato, cominciamo il nostro tour, costretti a seguire il percorso obbligato dalle transenne e quasi sollevati quando lo stesso termina. L’effetto è quello di una boccata d’ossigeno dopo una lunga apnea: eccola la Fiera del Mediterraneo, adesso sì che inizia il divertimento, tra un ingresso e l’altro nei padiglioni che propongono eccellenze enogastronomiche e prodotti artigianali made in Sicilia, come il 22 di “Madonie Expo“, o ancora i tre dedicati  all’arredo interno, alle immancabili esposizioni di automobili, imbarcazioni, macchinari industriali, oltre all’area sposi e quella ludica per i bambini.

Eppure, durante la dovuta sosta presso la multietnica area food, laddove si confondono i profumi di Kebap, arancine e cous cous, il pensiero che tutto sia il solito film, bello sì ma visto e rivisto si insinua. Ed è a questo punto che, finalmente, in maniera del tutto casuale, si palesa davanti ai nostri occhi lui, Emilio Costanzo da Bagheria, la novità assoluta della Fiera del Mediterraneo, quella capace di trasmettere l’emozione tanto attesa. Nonostante l’immensità del padiglione dov’è ospitata, la sua piccola, coloratissima postazione non corre il rischio  di passare inosservata.

Un capannello di gente già lo circonda, attratto da opere di svariate misure raffiguranti i più disparati soggetti: dalla macchina di formula 1 al variopinto pappagallo, dai quadri raffiguranti la Monna Lisa e l’immagine di Papa Francesco al carretto siciliano. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, per un’arte che sì richiama all’origami giapponese, ma che diventa unica quando ti accorgi che l’estro e la pazienza infinita di Emilio, ex fruttivendolo in pensione, lo hanno portato a creare tutto ciò servendosi nientedimeno che delle schede dei gratta e vinci già utilizzate.

Roba da Guinness dei primati o, ancora meglio, da “Tu si che vales, trasmissione che mi ha visto ad un passo dal partecipare alle selezioni di Catania  – ci rivela lui stesso -, salvo risolversi tutto in una bolla di sapone perchè sostituito all’ultimo momento con la promessa di essere richiamato”. E dovrà essere stato per forza un fenomeno quello che ha preso il suo posto, perchè la creatività in questione, figlia di una passione coltivata nel tempo, tra pittura, scultura e modellismo amatoriale è tale da fare strabuzzare gli occhi. “Ho sempre ricevuto complimenti, sia dal vivo che dal mondo virtuale del web, dove, tra social e you tube, moderni mezzi per mettere in vetrina la qualsiasi, sono molto presente. L’auspicio – sospira Emilio, padre di quattro figli e nonno felice – è quello di potere partecipare a Portobello, il programma del grande Enzo Tortora il cui rifacimento dovrebbe essere affidato alla conduzione di Antonella Clerici”.

Una passione, la sua, che potrebbe divenire business se non fosse che “la crisi morde, la gente prima di uscire i soldi ci pensa due volte e da pensionato la comprendo anche” ammette il bagherese, che tiene a sottolineare quanto la sua partecipazione alla Fiera del Mediterraneo sia a titolo gratuito. “A volte capita che qualcuno acquisti un soggetto, magari quelli più piccoli ed economici, e già questo per me è importante, perchè mi permette di arrotondare qualcosa in vista di fine mese. La gratificazione vera però – conclude Emilio – sta innanzitutto nel vedere con quanta curiosità e stupore le persone si avvicinano alla mia arte, aspetto che da solo, di questi tempi così aridi, mi ripaga di tutti gli sforzi”.

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