Palermo-Bari: scontro al vertice tra nobili decadute con la novità Stellone

Palermo-Bari: scontro al vertice tra nobili decadute con la novità Stellone

30/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Manca davvero poco al big match che alle 20.30 di stasera vedrà il Palermo del nuovo corso Stellone affrontare al Barbera il temibile Bari dell’ex Fabio Grosso. Le squadre della seconda e della terza realtà metropolitana dell’Italia insulare sono pronte a darsi battaglia, nobili decadute alla ricerca di quella massima serie che dovrebbe competere ad ambedue di diritto e che invece, causa un campionato di continui alti e bassi rischia seriamente di sfuggire. Perchè, è inutile girarci attorno, i play off fanno paura, sia ai rosanero, che la promozione diretta l’hanno letteralmente gettata alle ortiche in occasione del doppio turno casalingo che contro Pescara e Cremonese ha fruttato la miseria di due punti, che ai biancorossi, la cui incostanza di rendimento durante la stagione ha letteralmente fatto infuriare la propria tifoseria, anch’essa amareggiata dalle tormentate vicende giudiziarie della società.

All’andata, fu uno 0-3 da serbare nell’album dei ricordi, considerata la tradizione di risultati non proprio felice dei siciliani in terra di Puglia, e anche allora fu scontro al vertice. Era un Palermo cinico e già capace di imporsi per ben tre volte nelle prime 17 giornate di campionato lontano dalle mura amiche: Carpi, Cremonese e Avellino caddero al cospetto di Coronado e compagni, pronti a travestirsi da irresistibili corsari anche nella notte del San Nicola. Stesso problema, da queste parti, lo hanno i galletti, che per tradizione soffrono da matti l’aria palermitana: in 31 precedenti, ben 17 sono infatti le affermazioni dei padroni di casa, 12 i pareggi e soltanto due i successi degli ospiti. Statistiche che potrebbero lasciare il tempo che trovano ma alle quali aggrapparsi, nella speranza di ottenere una vittoria che sarebbe, a questo punto del torneo, quando mancano soltanto quattro giornate al termine della regular season, di importanza capitale.

Stellone, il nuovo coach dei rosa lo ha d’altronde detto: “quattro vittorie e siamo in A”, affermazione purtroppo non  vera, dal momento che per via del vantaggio negli scontri diretti coi rosa, se riuscisse a fare altrettanto sarebbe il Parma ad andare in A con l’Empoli evitando i play off. Dicevamo di Stellone, ex bomber dal buon curriculum divenuto allenatore nel 2011 (della squadra Berretti del Frosinone, dove vinse lo scudetto di categoria 2011-2012) e salito alla ribalta del calcio nazionale per avere conquistato, alla guida del Frosinone, a cavallo tra il 2013 e il 2015  due promozione di fila, dalla C alla prima storica volta in A dei ciociari.  Ironia della sorte, l’ultima panchina del tecnico romano, nel 2016, fu proprio quella del Bari, in Serie B,  dove dopo avere firmato con i pugliesi un contratto biennale con opzione per il terzo anno venne esonerato il 7 novembre avendo collezionato 16 punti in  13 partite.

Un calcio equilibrato il suo, che prevede la ricerca costante del gol ma sempre in maniera assennata, senza esporre ad eccessivi pericoli la propria difesa. Ecco dunque la predilezione per un 4-4-2, i cui protagonisti, nel Palermo che si accinge a scendere in  campo prevedono in difesa la coppia centrale composta da Struna e Rajkovic con Rispoli e Aleesami esterni. Centrocampo robusto e dinamico, considerato l’impiego di Rolando e Trajkovski ai lati di Chochev e Jajalo. In attacco il rientrante Coronado dietro all’unica punta La Gumina, per il quale il nuovo tecnico ha speso parole di elogio anche nell’ottica di caricare a dovere il giovane bomber palermitano sul quale graveranno, complice l’assenza per infortunio di capitan Nestorovski, gran parte delle sorti offensive della sua squadra.

C’è da scendere in campo con il giusto atteggiamento, sperando che l’avvicendamento in panchina possa dare l’auspicata scossa anzichè causare il contraccolpo psicologico in un gruppo comunque svezzato e cresciuto da mister Tedino. Che l’avversario sia di quelli tosti d’altronde si sa bene, come dimostra  la completezza di una rosa capace di sopportare senza troppi patemi le assenze di giocatori del calibro di Brienza, Improta e Sabelli.

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