Promozione a rischio: Tedino unico capro espiatorio è giusto?

Promozione a rischio: Tedino unico capro espiatorio è giusto?

18/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
CONDIVIDI ---> FacebooktwitterFacebooktwitter

di Alfredo Minutoli

Dopo lo scialbo pareggio di Cittadella in casa Palermo  la sirena d’allarme suona in maniera assordante, avvisando Tedino che, in caso di mancato successo sabato al Barbera contro l’Avellino  l’esonero sarà cosa pressochè certa. Il toto allenatore è nella mente di Zamparini così come nella bocca dei tifosi già da un pò, e i nomi  di Stellone, Reja o De Biasi, ieri spettatore al Tombolato dividono, non solo in merito alla scelta di uno dei tre ma anche per quanto riguarda l’utilità di una decisione del genere.

Perchè se è vero che tra continui  esperimenti e correttivi tattici (molti a causa dell’indisponibilità di alcuni giocatori) l’ex allenatore del Pordenone sembra avere smarrito la bussola proprio in vista del traguardo, è altrettanto innegabile che, avendolo plasmato a sua immagine e somiglianza nessuno meglio di lui dovrebbe sapere come rimettere in carreggiata questo gruppo. Le correnti di pensiero sembrano dividersi a metà, e se da una parte c’è chi vorrebbe cambiare per dare la scossa all’ambiente dall’altra ci sono i difensori di Tedino, pronti a scagionarlo perché quella messagli a disposizione era sì una rosa adeguata per raggiungere l’obiettivo,  ma di certo non in grado di “uccidere” il campionato. Ad attestare la bontà del lavoro svolto, come dimostra il titolo di campioni d’inverno c’era poi stato l’intero girone di andata, che aveva delineato con precisione le caratteristiche di un gruppo coeso, con un suo equilibrio anche se più a suo agio quando chiamato a colpire di rimessa piuttosto che a costruire il gioco, come raccontano le positive trasferte di Frosinone, Carpi, Avellino, Bari, Pescara da un lato, e la quasi totalità delle arrancanti prestazioni  casalinghe, vittorie incluse dall’altro. La spia dunque si era già accesa al giro di boa, e il mancato adeguato intervento durante il mercato di riparazione ha fatto sì che con il progredire delle giornate tutti i nodi venissero al pettine.

Nell’ottica di possibili infortuni, con la certezza di dovere fare ameno di elementi cardine a causa delle convocazioni in nazionale e con l’intento di concedere qualche turno di riposo a chi la carretta l’ha tirata senza sosta (Jajalo e Coronado su tutti), una società che punta alla promozione diretta e che desidera mettersi al riparo da sgradite sorprese cerca di apportare correttivi, e invece niente, anzi, col senno di poi, sarebbe stato mille volte più proficuo mantenere in rosa Cionek ed Embalo, più volte titolari, piuttosto che  inserire Moreo e Fiore, nelle gerarchie di Tedino considerati riserve delle riserve.  Con queste premesse il Palermo, dopo essersi ripreso alla grande dal negativo inizio del girone di ritorno (5 punti nelle prime sei gare segnate dalle tre sconfitte di fila contro Empoli, Foggia e Perugia), sembra adesso ricaduto in uno stato di abulia preoccupante, tale da far ritenere, quando mancano soltanto sei giornate al termine della stagione regolare, estremamente difficile ottenere la promozione senza passare dai play off.

Dopo il ko di Parma tre pareggi di fila di cui due al Barbera contro avversari alla portata, tutti accomunati da una condizione psicofisica deficitaria, proprio mentre le dirette concorrenti sembrano lupi famelici, con il Parma e il Perugia capaci di tenere il passo indiavolato dell’ormai virtualmente promosso Empoli e con il Frosinone, ieri sera vincente al Partenio contro l’Avellino (prossima e tutt’altro che semplice avversaria dei rosanero vista la precaria posizione in classifica degli irpini) tornato a fare la voce grossa dopo avere collezionato soltanto sei punti nelle ultime sei partite. A Zamparini come sempre, la gestione della patata bollente, consapevoli che gli sarebbe davvero bastato poco per eguagliare le stagioni 2004/2005 (Guidolin) e 2014/2015 (Iachini), da quando è presidente del Palermo le uniche due  terminate senza esoneri.

CONDIVIDI ---> FacebooktwitterFacebooktwitter