Palermo: seconda stecca  casalinga, vulcano Zamparini pronto ad eruttare

Palermo: seconda stecca casalinga, vulcano Zamparini pronto ad eruttare

15/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Tranne l’Empoli, che vincendo la sua gara casalinga contro la Pro Vercelli (3-2), a quota 70 (a sette giornate dalla fine del campionato alla portata dei toscani è persino il record di 86 punti fissato dal Palermo di Iachini) è da considerarsi virtualmente promosso, i pareggi di tutte le dirette concorrenti alla promozione fanno sì che il 36° diventi il classico turno interlocutorio. Dai rosanero, che dopo il pari con il Pescara steccano con la Cremonese (altro 1-1) anche la seconda gara interna consecutiva al Frosinone, che dopo essere stato raggiunto sull’1-1 dallo Spezia a tempo scaduto, da sei turni viaggia al rallentatore verso la meta (6 punti in sei gare per i ciociari); dal Bari, che sprecando il doppio vantaggio in casa del Pescara (galletti raggiunti al 93’ sul 2-2), dimostra che pur vantando un organico di prim’ordine pecca come al solito di personalità al Parma, dopo una lunga serie di vittorie fermato al Tardini dal ritrovato Cittadella (0-0) prossimo avversario dei rosa. Pari infine, per quanto concerne il plotone delle compagini in zona play off nello scontro diretto tra Perugia e Venezia (1-1).

Si avvicina il momento dei verdetti, ed evidentemente un  po’ per tutti la palla diventa pesante come quella medicinale, la condizione atletica non può essere la stessa di qualche mese fa e il nervosismo comincia a serpeggiare, un mix di ingredienti che, per stare ai fatti di casa nostra ha condizionato ieri pomeriggio la squadra di Tedino. Il fatto di dovere per forza di cose conquistare l’intera posta in palio dopo l’opaca prestazione offerta contro gli adriatici, probabilmente unito alla visita del giorno prima di un patron tornato a fare la voce grossa, più che scuoterle ha rammollito le gambe dei giocatori, oltre che offuscare ancora di più le idee di un mister evidentemente non più padrone della situazione.

L’esperimento del ritorno ad una punta (le polveri bagnate e la condizione atletica non proprio brillante di Nestorovski  stanno pesando parecchio), e l’avere rinfoltito il centrocampo con gli innesti di Murawski e Gnahorè, nella speranza di ottenere un Palermo più efficace sia in fase di costruzione che di rottura del gioco, non hanno sortito gli effetti sperati, anzi, considerato che l’unica reale insidia alla porta difesa da Ujkani i rosanero l’hanno creata sul finire di tempo con il francese, tra i tifosi (circa 10.000 ieri al Barbera) non erano in pochi a sperare che, nonostante il diktat presidenziale circa l’incompatibilità del tandem macedone/palermitano,  Tedino optasse per l’ingresso di La Gumina fin dall’inizio del secondo tempo.

Niente da fare, si è andati avanti con la speranza che il classico episodio potesse sbloccare una gara nervosa ed equilibrata;  rare le fiammate da una parte e dall’altra, con gli ospiti lontani parenti della squadra timorosa capace appena sette giorni prima di prendere un’imbarcata di gol allo Zini contro il Foggia e con i padroni di casa che sembrano avere perso quello smalto faticosamente ritrovato dopo il trittico di sconfitte di inizio febbraio. Perchè in questo Palermo la sensazione è quella che se balbettano gli esterni, si spegne la luce di Coronado e viene a mancare la personalità di Jajalo, qualsiasi accorgimento tattico possa prendere l’allenatore cavare il ragno dal buco diventa un’impresa assai ardua.

Quando poi, in qualche modo il gol riesci pure a trovarlo (al 60’ con Cronado), ma invece di prendere coraggio e finire gli avversari sulle ali dell’entusiasmo, o quantomeno sapere gestire il vantaggio, vieni messo dagli stessi all’angolo fino a incassare il colpo del ko (la giornata poco brillante di una difesa che non trova pace è sottolineata dal fatto che, in fin dei conti, compresi i due gol annullati per fuorigioco i grigiorossi per ben tre volte sono riusciti a bucare la porta di Pomini), vuol dire che oltre a mancare agonisticamente pecchi anche in personalità, due componenti irrinunciabili in questo infuocato rush finale.

Come sempre in questi casi, il capro espiatorio è l’allenatore, e in settimana, l’allontanamento dallo staff dirigenziale del preparatore atletico Peressutti e del match analyst Varrica è già stato un segnale inequivocabile nei confronti di un Tedino mai a rischio come adesso  (già allertati Stellone e Reja). Zamparini, che ha dimostrato una pazienza insospettabile in occasione delle tre sconfitte di fila contro Empoli, Foggia e Perugia, sul filo del traguardo teme di mancare l’obiettivo di quella  promozione diretta che, con tutta probabilità, anche alla luce di quanto espresso dalle dirette concorrenti, sarebbe arrivata senza troppi patemi gestendo meglio il mercato di gennaio.

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