Dalla coniglietta di Playboy alle insidie del porno on line

Dalla coniglietta di Playboy alle insidie del porno on line

12/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Milf, pissing, bondage, blowjob, hairy, cumshots, crampie, lesbian, squirting, interracial, ebony: avrebbe potuto essere questo l’ipotetico undici titolare (con una panchina lunghissima, considerata l’ampia scelta di categorie sessuali presenti nei siti dedicati) schierato dal mister “Pornografo di turno”, pronto ad affrontare il lungo e sfiancante torneo di Masturbate-a-thon, la competizione dedicata all’autoerotismo  che la città di San Francisco in California organizzava fino a qualche tempo fa. Requisito per prendere parte alla gara? Semplice: bisognava masturbarsi il più a lungo possibile senza eiaculare, disciplina che vide  il nipponico Sato, nel 2009, stabilire il record mondiale, finora imbattuto, di 9 ore e 58 minuti.

La buttiamo sullo scherzo nonostante, come è noto da tempo, quella della masturbazione ossessivo compulsiva sia ormai divenuta una piaga a livello sociale, talmente diffusa da chiamare in causa fior di medici specialisti per cercare di comprenderne i meccanismi che la scatenano. Perché se l’esercizio di una sana “pugnetta”, espletato  con tempi e modi dovuti non ha mai fatto male a nessuno (anzi), il trascorrere ore ed ore davanti ad un monitor (paradossalmente, la porno dipendenza spesso non coincide necessariamente con il portare a termine l’attività masturbatoria), letteralmente incantati alla vista di materiale pornografico, può risultare sia alienante da una normale vita sociale quanto fortemente insidioso per ciò che concerne la salute, e non solo quella psichica; in particolare riguardo gli uomini si parla di danni posturali, osteo articolari ma soprattutto urologici.

“Ogni volta che inizio non riesco a smettere, sono capace di trascorrere intere giornate al pc guardando qualsiasi genere di video porno”. Questa una delle tante, ricorrenti dichiarazioni che si possono trovare sul web in merito all’argomento, così come non mancano le ammissioni di chi ha visto la propria vita familiare trasformarsi in un inferno, tra sensi di colpa, calo della libido e incapacità di provare attrazione per la propria partner. La dopamina, il cosiddetto ormone dell’euforia è la principale imputata di tutto ciò, con il pornodipendente, esattamente alla stessa stregua di un tossicodipendente, incapace di controllarsi: una volta entrata in circolo, dose dopo dose, il bisogno aumenta, ed ecco spiegato il motivo per il quale, per questi soggetti, diviene praticamente impossibile staccare la spina. Una vera e propria patologia dunque, il cui fattore scatenante è innanzitutto addebitabile alla facilità di fruizione del sempre crescente materiale pornografico da quando esiste internet e che spesso vede, chi ne è colpito, sprofondare nell’abisso di ricerche sempre più morbose. 

Il guaio è, che mentre un tempo, per essere soddisfatti, i bollenti spiriti adolescenziali potevano al massimo prevedere un pari e dispari con il compagno di turno, volto a stabilire a chi toccava recarsi dall’edicolante per acquistare la più trasgressiva delle guide tv (come novelli Indiana Jones, chi invece aveva la fortuna di scovare lo “scrigno segreto” in cui i papà custodivano gelosamente i mitici Playboy, sentiva di essere pervaso da una luce mistica che neanche Semola quando estrasse la spada nella roccia), oggi, ragazzini, o peggio bambini di entrambi i sessi, se non adeguatamente controllati dai genitori con un click hanno a disposizione un intero universo di immagini pornografiche.

E non c’è bisogno di chissà quali spiegazioni scientifiche per capire a quali danni può andare incontro la sfera psichica, ancora immatura, dei giovanissimi una volta caduti nel gorgo, le cui aspettative sessuali vengono fuorviate al punto tale da  degenerare nella cosiddetta  anoressia sessuale, un disturbo caratterizzato dalla mancanza di interesse e da un calo del desiderio che viene solo appagato dalla pornografia online.

Di seguito un interessante video sull’argomento tratto da fanpage.it

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