Tedino: “Pescara squadra insidiosa da colpire al momento giusto”

Tedino: “Pescara squadra insidiosa da colpire al momento giusto”

06/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Dimenticare Parma e rimettersi subito a correre, perché il finale di questo equilibrato campionato cadetto, quando mancano nove turni al termine della regular season è ancora tutto da scrivere. Questo il diktat per i rosanero di Bruno Tedino, impegnati al Barbera domani pomeriggio (ore 15) contro il Pescara di Bepi Pillon in occasione della 34^ giornata.  

Lo dicono i numeri ma soprattutto lo stato di forma delle protagoniste coinvolte nella maratona: in serie A ci andrà, senza passare dalle forche caudine dei play off, chi dimostrerà di avere i nervi più saldi. Con quel terzetto composto dagli stessi emiliani, dal Bari e dal Perugia, tutte a soli quattro punti dal Palermo e pronte anche ad approfittare di un eventuale passo falso del Frosinone al Tardini, l’unica cosa da fare è tornare a giocare con quella famosa bava alla bocca puntualmente invocata dall’allenatore rosanero. “Al fischio finale della gara contro il Parma abbiamo realizzato di essere stati penalizzati da alcune sviste arbitrali, ma abbiamo avuto la forza di resettare tutto e di proiettarci subito alla gara contro gli abruzzesi. Domani non sarà semplice, dovremo essere bravi a colpire al momento giusto. Il Pescara di Pillon – dichiara Tedino nella conferenza stampa pre gara -, persona educata che conosco dai tempi in cui assieme a Guidolin allenavamo squadre della nostra regione, oltre che tecnico che ho sempre apprezzato per la maniera veloce in cui sa far giocare le sue squadre, ha giocatori di grande gamba come Pettinari, Mancuso e Capone capaci di  ribaltare velocemente l’azione”.

Nella zona nevralgica del campo, ancora una volta sarà importante la personalità di uno Jajalo dato in grande condizione, pronto nuovamente a prendere per mano la sua squadra. “Mato è un serio professionista oltre che un ragazzo di grande disponibilità. Anche se spesso gioca in posizioni a lui non proprio congeniali, lo fa sempre con la bava alla bocca. E’ proprio grazie a questo atteggiamento che la sua crescita è stata possibile”.

E’ una fase delicata della stagione in cui riveste particolare importanza l’unità dello spogliatoio, aspetto che potrebbe venire meno a causa del malcontento di qualche elemento che non sta trovando spazio in prima squadra. “E invece a me, questo stato di sana tensione agonistica fa piacere – ammette Tedino in conferenza stampa -; vuol dire che tutti i ragazzi ci tengono a dare il loro contributo alla causa. Ho sempre detto che il nostro è un gruppo forte, fatto di seri professionisti. Un esempio? Chochev è il classico giocatore che sa interpretare molto bene il mio calcio oltre ad avere nelle proprie corde il vizio del gol. Sono certo che arriverà nuovamente il suo momento. Stesso discorso vale per tutti gli altri – afferma l’ex allenatore del Pordenone -; con Rajkovic ho un grande rapporto professionale, sta bene fisicamente, è un ragazzo che dà soddisfazioni, sempre disponibile. Riguardo certe difficoltà nella marcatura di un avversario dico che nell’uno contro uno può sempre accadere di tutto, mentre in occasione del gol non gli avevo detto nulla, si è proposto lui in area dopo averlo sfiorato in altre due occasioni”.

Parlando della difesa il pensiero corre ai polacchi Dawidowicz e Szyminski, con il primo in buono stato di salute mentre il secondo alle prese con qualche acciacco. Maggiori certezze fa invece registrare il reparto avanzato, con il ritorno a pieno regime di Nestorovski, a Parma tornato al gol dopo  la magica punizione inflitta all’Ascoli del 27 febbraio, che in avanti dovrebbe far coppia con La Gumina. “Ho sempre avuto grande fiducia in Nino e quando sento qualcuno che gli fa i complimenti mi inorgoglisco. Lui e Nestorovski possono benissimo giocare assieme anche se molto dipende dagli equilibri. Non si vincono le gare grazie a uno o due elementi bensì con il collettivo. Sono solito studiare durante gli allenamenti infrasettimanali lo stato di forma dei giocatori – afferma Tedino – e in base a quello che è il dispendio di energie di qualcuno che ad esempio è stato impiegato tante volte, prendo le mie decisioni, assumendomi la piena responsabilità delle scelte che faccio”. Infine, il solito riferimento al rush finale legato all’apporto dei tifosi. “Non posso entrare nella loro testa, dico soltanto che il momento è importante per noi e per la città”.

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