Atari vs Intellivision: un tuffo nel passato dei videogames e… tanta nostalgia

Atari vs Intellivision: un tuffo nel passato dei videogames e… tanta nostalgia

05/04/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Quarantenni ancor più che cinquantenni, attenzione per favore: provate per un attimo a chiudere gli occhi, e fatevi trascinare dalla memoria, unica vera macchina del tempo, nei primi anni 80’, quando, alla soglia dell’adolescenza l’unico impegno che avevate era quello di godervi al massimo l’ultimo tratto della vostra infanzia dorata . Continuate a rimanere concentrati, e cominciate a indirizzare i ricordi verso il soggiorno o la stanzetta di casa vostra, luoghi dove, collegate ai televisori rigorosamente a transistor,  potevano benissimo esserci le prime, pionieristiche console per videogiochi  (considerato il costo non indifferente almeno per quanto riguardava le famiglie più agiate).

Ed è proprio a quei tempi, che sembrano appartenere a epoche totalmente slegate dalla nostra moderna dimensione, che nacque la prima, accesissima rivalità tra quelli che, con pieno diritto, vanno annoverati come i progenitori dei moderni dispositivi elettronici a scopo ludico.  PlayStation 4 vs Xbox One? Nintendo 64 vs PlayStation? Nintendo vs Sega? Nulla in confronto a ciò che avvenne a partire dal 1982 tra l’Atari 2600 e l’Intellivision della Mattel: due mondi apparentemente simili ma distanti anni luce nella mente dei rispettivi fans, diciamo due distinte filosofie di intendere il modo di trascorrere il tempo trasformatesi  subito in una sorta di fanatico campanilismo (feroci, in particolare negli Stati Uniti, furono le campagne pubblicitarie comparative che si risolsero in una vera e propria guerra di marketing tra le due case produttrici).

Giovani papà, orgogliosi dei loro acquisti neanche si trattasse di fiammanti Fiat Croma appena uscite dal concessionario, ancora più dei loro figli erano capaci di intavolare accese disquisizioni su quale delle due console fosse la migliore; e se gli “Atariani” potevano mettere in mostra l’indubbia quantità di giochi a disposizione (molti dei quali importati direttamente dalle sale giochi dai proprietari della stessa divisione arcade di Atari), oltre che la comodità di premere il mitico tasto fire di colore arancione dal joystick , i paladini dell’Intellivision, con i pollici a pezzi per via dei durissimi tasti laterali posti sull’elegante ma poco pratico telecomando della Mattel,  rispondevano sciorinando una qualità grafica certamente superiore rispetto ai personaggi cubici dell’antagonista, come a dire: pochi ma buoni.

E se ancora pensiamo all’impressionante realismo raggiunto oggi  dalla moderna computer grafica, il ricordo dell’espressione di sincera sorpresa dipinta sul volto dei nostri genitori, alla vista di un pugno di stuzzicadenti che cercavano di spingere il piccolo prisma pixellato all’interno di una porta di calcio (questa è più o meno la fedele descrizione del Soccer dell’Intellivision),  non può che suscitare nel nostro animo un senso di profonda tenerezza e nostalgia.

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