2-1 all’Entella: la locomotiva rosanero non dà tregua al Frosinone

2-1 all’Entella: la locomotiva rosanero non dà tregua al Frosinone

30/03/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

Quattordici punti in sei partite, condizione psico fisica brillante, maturità e capacità di soffrire, a questo punto del campionato, quando mancano dieci giornate alla fine della regular season, significano una sola cosa: il Palermo è ridiventato la locomotiva che era nel girone d’andata e fermarlo non sarà semplice per nessuno.

La vittoria di Chiavari (1-2), contro la mai doma Virtus Entella, è ampiamente meritata, e il palpitante finale, in cui ha nuovamente cercato di materializzarsi il beffardo spettro di Novara, in fondo era pure prevedibile; perchè con tanti giocatori infortunati o fuori forma, molti dei quali a lungo titolari (Aleesami,  Bellusci, Dawidowicz, Accardi, Morganella oltre a  Chochev, Nestorovski e Trajkoski reduci dagli impegni con le rispettive nazionali), a tirare la carretta da qualche settimana sono rimasti i soliti noti, che rispondono innanzitutto ai nomi di La Gumina, Coronado, Rispoli e Jajalo, se vogliamo citare gli assoluti protagonisti della vittoria in terra ligure, ma anche dei vari Gnahorè (gara discreta ma non brillantissima quella del francese), Rolando (che fa sempre il suo), Murawski, oltre che della solita, arcigna linea maginot tutta slava, attenta anche se non sempre lucida al cospetto dei rapidi attaccanti biancocelesti.

Riavvolgendo il nastro della gara, ribadiamo che è da sottolineare la personalità con cui i rosanero sono scesi in campo, vogliosi di imporre il proprio gioco fin dalle prime battute perchè consapevoli che i ragazzi allenati da Aglietti, se lasciati troppo liberi di agire di danni ne sanno fare eccome (chiedere a Parma e Cremonese). Come contro il Carpi sabato scorso, fatale per gli avversari del Palermo è il minuto 17′; questa volta è La Gumina, approfittando di un assist in precario equilibrio di Coronado che fulmina Iacobucci con un tiro forte e preciso: terzo gol di fila per la scatenata punta palermitana, quarto in totale. Impalpabile la reazione dei padroni di casa, pericolosi soltanto nel finale di tempo con De Luca, che per poco non approfitta di uno dei rari errori di Rajkovic (altra prova convincente da parte del serbo), spedendo la sfera alta sopra la traversa.

Nella ripresa cambia la musica, il Palermo arretra il suo raggio d’azione, diventa più attendista e la Virtus Entella comincia a prendere coraggio, come dimostra il colpo di testa di La Mantia al 61′ su cross del neo entrato Aramu (al posto di Crimi) finito d’un soffio a lato. Proprio nel migliore momento dei liguri, i rosanero, che si avvalgono di uno Jajalo instancabile e tuttofare a centrocampo (prezioso sia in fase di costruzione che di rottura il bosniaco), danno un saggio del loro cinismo, colpendo in contropiede grazie all’asse Coronado Gnahorè; scavetto del brasiliano per l’ex Perugia, con De Santis che, nel tentativo di anticiparlo uccella il proprio portiere con una traiettoria imprendibile. 2-0 e giochi chiusi? Neanche per idea. 

Al centinaio di tifosi rosanero presenti in curva, e a quelli davanti ai teleschermi, il Palermo non vuole fare mancare la solita dose di extrasistole; a dieci dal termine infatti, l’Entella riapre la gara grazie al tiro di Gatto deviato da Struna alle spalle di Pomini, mentre, dopo una serie di mischie in piena area, all’85’, su svarione di Szyminski è di Aramu, dalla distanza, il tiro che mette maggiormente in apprensione Pomini. Dopo quattro minuti di recupero, al triplice fischio la squadra di un raggiante ma provato Tedino tiene il passo di Frosinone ed Empoli, che non steccano i rispettivi impegni casalinghi contro Venezia e Salernitana. L’occasione per tornare secondi, per i rosanero è fissata giorno 2 aprile in quel di Parma. Vincere nel recupero contro i gialloblù, dati in grande forma, significherebbe scavalcare i ciociari in classifica e sentire più forte il profumo di A. 

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