La volontà ha il colore verde del Parco Uditore

La volontà ha il colore verde del Parco Uditore

19/03/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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di Alfredo Minutoli

“Un giorno questo posto diventerà bellissimo!” recita una frase scritta in corsivo su un cartoncino appeso ad un ramo di un albero. E’ una domenica  di metà marzo, fresca  e ventosa, con il sole che si diverte a fare capolino tra i banchi di nuvole, un po’ bianche e un po’ grigie che ricoprono il cielo di Palermo; davanti a noi, recintata, una vasta area verde, punteggiata da persone intente a viverla secondo le proprie esigenze.

Siamo al Parco Uditore e non  ci vuole neanche tanto per accorgersi che in realtà, questo posto, con le sue più svariate specie di alberi,  con le aree attrezzate destinate ai bambini, agli adulti e agli amici a quattro zampe è già fantastico così com’è; un’oasi di pace in una zona caotica per antonomasia della città (quella  della circonvallazione all’altezza di Piazza Einstein), nata grazie alla tenace costanza, ci piace definirla proprio così, di un  gruppo di cittadini,  raro esempio di senso civico, di responsabilità  e di amore per il proprio territorio. “Facciamo nascere un nuovo Parco a Palermo”: partendo da un appello lanciato in rete su un blog palermitano nell’ottobre del 2009, è con questo titolo, su una pagina di Facebook, che l’anno successivo iniziò la diffusione vera e propria dell’iniziativa, giunta, in pochi mesi,  a raccogliere ben  8.000 firme, utili a presentare al Comune una Variante al Piano Regolatore per far sì che si concretizzasse la più romantica delle idee, ovvero quella di sottrarre uno degli ultimi brandelli della Conca d’oro all’ennesima speculazione edilizia.

GUARDA la videointervista a Piero D’Angelo


piero-dangeloSono le 10 del mattino, la brezza continua a spirare pungente e ciò che ci vuole è un corroborante caffè, sorseggiato presso il piccolo bar sito nel cuore del Parco in compagnia di Valentina  Marchione – responsabile alle relazioni esterne  nonché addetta stampa – e dell’architetto Piero D’Angelo  – presidente della cooperativa sociale Parco Uditore – perfetto Cicerone con il quale proseguiamo la nostra visita. Prestare contemporaneamente  gli occhi alle bellezze naturalistiche, e le orecchie ai suoi racconti è piacevolissimo, sembra quasi di camminare all’interno di un libro pop up per bambini, con lo stesso autore che ne illustra ogni minimo dettaglio. E se il suo sguardo tradisce emozione sincera, quando ad esempio ci rivela  che a molti degli alberelli piantati di recente, destinati a diventare, chi nel giro di un lustro chi di due, grandi e frondosi,  tanta gente ha voluto associare, tramite una targhetta,  il ricordo di un caro, diventa invece fiero e illuminato dalla passione quando tiene a sottolineare che il Parco Uditore non è certo il Central Park  di New York, in quanto rimasta l’unica area verde urbana fruibile del Capoluogo siciliano che mai ha ricevuto né riceve fondi pubblici per la cura e la manutenzione.

Esiste, non solo nel calcio ma nel mondo sportivo in generale il cosiddetto Azionariato popolare, attraverso il quale i fans di una squadra, la cui società non è necessariamente prossima al dissesto finanziario, partecipano alla sua gestione tramite sottoscrizione di quote: è un atto d’amore, che prescinde dall’interesse personale e attraverso il quale ci si identifica pienamente con il club. Ecco, in un certo qual modo, ciò che sta avvenendo in questi anni attorno al Parco Uditore ricorda la suddetta dinamica, con i cittadini che stanno dimostrando, tramite concreti sostegni di natura economica di non volere perdere quest’area, altamente simbolica per le note vicissitudini che in passato l’hanno legata alla mafia. Oggi, il Parco Uditore è sinonimo di una Palermo che quando vuole sa riscattarsi, che non è del tutto vero che i suoi abitanti sono esclusivamente dediti alla cura del proprio orticello, che quando c’è chi le coscienze sa smuoverle a dovere, la mobilitazione esiste ed è vasta e forte, come un fronte compatto contro il quale scontrarsi diventa la più ardua delle imprese.

GUARDA la videointervista a Piero D’Angelo

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