Il Palermo torna d’acciaio: ora è vietato distrarsi

Il Palermo torna d’acciaio: ora è vietato distrarsi

12/03/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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È tornato il sereno, e in casa rosanero ci si sente improvvisamente più sollevati. L’atmosfera di tensione e incredulità, dopo il filotto di sconfitte, si è dissolta e adesso  squadra e tifosi possono guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Meno male, perché il claudicante inizio del girone di ritorno aveva davvero  fatto temere che il giocattolo si fosse rotto, con il drago Zamparini pronto nuovamente a sputare fuoco su tutto e tutti. Alla fine, a farne le spese è stato il ds Lupo e non Tedino (tornato saldamente al timone della navicella grazie a gioco e risultati dopo avere tremato anche lui), per quello che appare come l’ennesimo  segnale forte e chiaro: da queste parti non ci si può permettere di sbagliare più di tanto, le sconfitte devono essere sporadiche e immediatamente riscattate da risultati positivi perché, lo dice il Presidente, la squadra è forte e attrezzata per compiere il grande salto; e in effetti, stando a quanto visto sabato sera contro il Frosinone ha ragione lui: questo Palermo, coriaceo, compatto, attento, rognoso per qualsiasi avversario,  anche se non passeggerà verso la gloria, i numeri per vincere la maratona sfiancante che lo attende da qui alla fine del campionato li ha tutti.

Perché quando un gruppo, reduce dalla tempesta perfetta, reagisce in questa maniera, vuole dire che ha i giusti attributi, tecnici ma soprattutto umani; riguardo i primi, Coronado e Gnahorè li incarnano pienamente, con il brasiliano, sempre più costante, capace di emettere luci già a Vercelli, per poi divenire abbagliante contro Ascoli e Frosinone. Ottime performance anche da parte del francese, davvero, a tratti, simile al campione dello United Pogbà, e per il quale la società farebbe bene a studiare la giusta strategia per trattenerlo all’ombra del Pellegrino. Una crescita esponenziale quella di Eddy, la cui incostanza di rendimento indusse Tedino a declassarlo nelle gerarchie già a metà girone di andata. Il sacrificio, i duri allenamenti, la voglia di tornare ad essere protagonista e il ruolo ritagliatogli in campo, che lo vede sovente proporsi con grande efficacia in zona offensiva ne fanno oggi pedina imprescindibile per il Palermo. Riguardo i secondi  valori, quelli umani, stanno tutti nella disponibilità di un gruppo serio, che nel momento più buio ha fatto quadrato attorno al proprio mister, dimostrando che quanto di buono era stato costruito fino a dicembre non era frutto di un caso bensì di un proficuo lavoro di equipe nato durante il ritiro estivo.

Dopo tanti esperimenti, e resistendo alla tentazione di piegare la testa al volere del patron, l’ex tecnico del Pordenone sembra avere trovato la quadra: rispolverando Nino La Gumina, e affibbiandogli un ruolo che gli calza a pennello, ovvero quello della punta pronta a fare il lavoro sporco per aprire varchi ai compagni, sembra che in fase offensiva le cose stiano andando un po’ meglio. Come detto, dell’inserimento di Gnahorè in pianta stabile al fianco di Coronado si sta avvantaggiando Jajalo, che in fase di interdizione riesce a dare il meglio di sé, sollevato da puri compiti di regia comunque assolti più che bene fino ad ora. In attesa che Aleesami recuperi dall’infortunio, è confortante scoprire in Rolando un giocatore prezioso anche se impiegato nella fascia sinistra, forte fisicamente, bravo in ambedue le fasi e con tutti i mezzi per ambire ad un ruolo da titolare, mentre, dalla parte opposta, Rispoli, anche quando è chiamato ad un lavoro di copertura che tende a rendere meno appariscenti le sue prestazioni, rimane una pedina fondamentale per il Palermo. La difesa, che numeri alla mano rimane il reparto più efficace, sembra blindarsi soprattutto quando può avvalersi della contemporanea presenza degli esperti Struna e Bellusci, motivo per il quale, in vista della trasferta di Novara, laddove per squalifica mancherà l’ex Catania, Tedino dovrà fare le giuste scelte, amministrando al meglio, causa assenza di Rajkovic (anche questa per infortunio), la disponibilità dei polacchi Szyminski e Dawidowicz. Bene Pomini, la cui maggiore esperienza rispetto a Posavec riesce ad infondere più sicurezza all’intero reparto. In questo momento, saggiamente, l’idea di riproporre il ballottaggio con l’ex titolare croato è stata del tutto accantonata.

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