Il Palermo e il suo pubblico stendono il Frosinone: vetta a meno tre

Il Palermo e il suo pubblico stendono il Frosinone: vetta a meno tre

11/03/2018 0 Di Alfredo Minutoli
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Davanti ad una cornice di pubblico finalmente all’altezza, in una serata che verrebbe da definire d’altri tempi, il Palermo torna ad essere quello ammirato nel girone d’andata, cinico, concreto e difficile da affrontare, tre ingredienti che permettono al ritrovato gruppo di Tedino di battere la capolista Frosinone (1-0), adesso distante tre punti ma con una gara da recuperare (quella in casa del Parma in programma il 2 di Aprile). Un braccio di ferro appassionante e a tratti altamente coinvolgente è ciò che i circa 16 mila spettatori accorsi al Renzo Barbera (nuovo record stagionale) riescono ad ammirare, vinto dai propri beniamini grazie ad una gara giocata con grande intelligente e concentrazione.

Segnali incoraggianti, seguiti alla larga vittoria contro l’Ascoli e che si temeva potessero essere dispersi dall’imprevista interruzione del campionato causata dal mal tempo. E invece, al fischio finale di Pinzani (non sempre lucido l’operato dell’arbitro, guarda caso nativo di Empoli, l’altra grande del campionato cadetto), i rosanero scoprono di non valere neanche un pelo meno dei ciociari, indicati dalla maggior parte degli addetti ai lavori come la squadra, insieme all’Empoli (ma i toscani, che oggi ospitano la Virtus Entella e che per Pasquetta recupereranno la gara in casa del Foggia, potenzialmente potrebbero con sei  punti prendere il largo in classifica), maggiormente attrezzata per la promozione diretta, anzi, a dirla tutta, nel doppio confronto, per personalità e senso di compattezza Nestorovski e compagni hanno dimostrato senza dubbio qualcosa in più rispetto ai loro avversari.

Tedino, felice di avere ritrovato il suo gruppo dopo il “periodaccio” costato il posto al ds Lupo, alla vigilia era stato chiaro: “le partite da disputare sono tante, e anche quando contro il Frosinone le cose dovessero andare storte, di tempo per rimediare ce n’è”, ma aveva anche aggiunto che perdere ulteriore terreno nei confronti delle avversarie dirette avrebbe costituito un bel problema. Forte di questo assunto, le tappe di avvicinamento al big match sono state curate dall’allenatore nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso, sia dal punto di vista atletico che mentale (e chissà se in tal senso,  non abbia già influito la nuova figura del mental coach approdata in settimana nello staff societario assieme al nuovo ds Valoti e a Bordon), come hanno pienamente dimostrato i protagonisti scesi in campo. Fin dal primo minuto il Palermo è apparso voglioso di costruirsi, con pazienza e costanza l’impresa, anche per dimostrare ai tifosi occasionali (non si potrebbero definire altrimenti tutti coloro che, incoraggiati dai prezzi stracciati, hanno tifato ed esultato per la prima volta in questa stagione per i rosanero) che tutto sommato chi ha perso qualcosa erano proprio loro.

Fraseggi rapidi, grande ritmo, pressing hanno subito permesso al Palermo di prendere in mano le redini del gioco, per un canovaccio protrattosi quasi per gli interi novanta minuti. Il primo vero squillo arriva tuttavia soltanto al minuto 33, quando Rispoli, innescato da Gnahorè, guadagna il fondo, mette al centro, con Nestorovski che colpisce il palo dopo avere anticipato il difensore. Si scuote il Barbera, che pochi minuti dopo, al 40’, in apnea, assiste al bombardamento ciociaro: in rapida successione, Pomini viene prima chiamato da Ciano alla difettosa respinta e poi da Dionisi al miracolo; sulla terza conclusione a porta sguarnita di Crisbah è invece Rispoli a salvare sulla linea, il quarto tiro infine termina alto per l’esultanza, quasi fosse un gol dei tifosi. Al riposo, dopo una ghiotta occasione capitata tra i piedi di La Gumina  (41’) che, a tu per tu con Vigorito spedisce alto, si va sul risultato di 0-0.

L’inizio ripresa è da choc per gli ospiti; al primo minuto, duettano in velocità La Gumina (anche se con le polveri bagnate, tatticamente preziosa  la gara disputata dal palermitano) e Gnahorè, con il francese, il migliore in campo, che brucia sullo scatto Brighenti e Terranova infilando l’1-0 che fa esplodere lo stadio. La reazione dei gialloblù non si fa attendere, tanto che Pomini, poco dopo è chiamato ad un altro intervento complicato sulla conclusione di Maiello, mentre, al 50’, su azione di corner è Terranova a colpire l’esterno della rete. Gli ospiti ci credono: Longo chiama in panchina il difensore Ciofani per l’esterno alto Paganini, e, dopo avere rischiato al 55’ sul tiro di La Gumina sfilato di poco sul fondo, vanno vicini al pari al 62’, con l’insidiosa deviazione di Dawidowicz su conclusione di Ciano che accarezza la traversa. Ci vorrebbe un azione di alleggerimento, che facesse capire al Frosinone che il Palermo, in campo più coperto dopo gli ingressi di Szyminski (per Rolando) e Murawski (per Nestorovski) non vuole essere messo alle corde: arriva nel finale, all’84’ ad opera di Coronado (uscito dal campo all’89’ tra gli applausi per far posto a Trajkovski) , la cui botta al volo su velo di Gnahorè chiama Vigorito alla grande parata in angolo. I cinque minuti di recupero trascorrono lenti ma privi di particolari emozioni, con il Palermo e i suoi tifosi che al fischio finale possono festeggiare la preziosa vittoria.

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