Ragusa Ibla: centro commerciale naturale 2.0

Ragusa Ibla: centro commerciale naturale 2.0

06/03/2018 1 Di Alfredo Minutoli
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Nessuno, in natura, è disposto a tirare le cuoia senza prima avere combattuto fino allo stremo delle forze. E alla regola,  nel settore del commercio non si sottraggono tutti quegli esercenti che sì hanno dovuto, da qualche decennio a questa parte,  fare i conti con la grande distribuzione e con la proliferazione dei centri commerciali, ma che, oggi più di ieri, aiutati da giunte comunali maggiormente sensibili all’argomento sono disposti a rialzare la testa riprovandoci con convinzione .

Sorti come funghi in ogni dove, e forti di un illimitato potenziale,  i cc in Italia hanno avuto l’effetto di uno tsunami. Se ne sono costruiti a centinaia,  sempre più imponenti, attraenti, colorati, spesso esteticamente impressionanti, grazie a forme avveniristiche o del tutto particolari. Il risultato? Presto detto: se da una parte gli assi commerciali storici dei grandi come dei piccoli centri italiani hanno assistito, complice la crisi economica, ad uno spopolamento progressivo, con saracinesche di negozi abbassate e meno gente a brulicare per vie sempre più buie, dall’altra a beneficiarne sono stati proprio questi colossi di un’imprenditoria il più delle volte proveniente da paesi esteri.

Da qualche anno però, le coscienze di chi governa sembrano essersi illuminate, tanto che l’attenzione rivolta a rivitalizzare i centri storici (ma non solo), vero cuore pulsante delle città è aumentata sempre di più. E se è vero che, al contrario del resto del mondo (dove è finito da un pezzo il boom dei cc), nel Bel Paese non si arresta ancora la voglia di costruirne altri (il nuovo centro commerciale che sorgerà a Segrate alle porte di Milano entro il 2020 è annunciato come il più grande d’Europa, con lo shopping center che ospiterà oltre 300 negozi, tra cui le “Galeries Lafayette”: Si prevede che darà lavoro a 44mila persone), è altrettanto innegabile notare quanto sempre più diffusa sia nei comuni la rinascita di aree destinate allo shopping: a Catania e provincia ad esempio, zona tra le prime in Europa per concentrazione di cc,  quella che era una morente via Etnea sta da qualche tempo rifiorendo a nuova vita, un po’ come la via Maqueda a Palermo, grazie alla pedonalizzazione e all’apertura di tanti esercizi commerciali tornata ad essere vivace ed attraente.

Ma c’è una città siciliana in particolare, levantina nel suo dna,  che di questa filosofia ne sta facendo un vero e proprio punto di forza: è Ragusa, la cui scelta di essere essa stessa un grande centro commerciale naturale sta pagando in termini di aumento del volano economico e dei flussi turistici. E’ la parte storica in particolare, Ibla, nella lungimiranza di chi la gestisce,  ad avere capito che stare al passo con i tempi vuol dire sfruttare l’eventuale accesso ai finanziamenti messi a bando per creare un portale turistico attraverso il quale, in estrema sintesi, chiunque e da qualunque parte del mondo potrà facilmente scoprire le bellezze del borgo, gli orari di apertura dei monumenti, gli eventi, che via via ne stanno caratterizzando la vita, nonché le attività commerciali che lì operano. Nella progettazione presentata è prevista la creazione di un infopoint turistico e, cosa più importante, la possibilità per Antica Ibla di partecipare a fiere e kermesse sul turismo e di organizzare degli educational con degli operatori del settore.

Fondamentale in tal senso sarà la digitalizzazione e l’internazionalizzazione oltre alla creazione di una mappa di Ibla fortemente integrata con gli strumenti di comunicazione di ultima generazione (smartphone, sito web e codici QR). Un’altra novità prevista è la mappa (inizialmente tradotta in italiano e inglese), capace di orientare i visitatori sotto ogni punto di vista, sia esso culturale, storico e commerciale. “Conclusa questa fase prettamente progettuale, che è iniziata mesi fa – dichiarano dal direttivo – si passerà alla fase operativa. Il lavoro è tanto, le cose da fare sono innumerevoli, ma strada è già tracciata. L’entusiasmo, per ciò che abbiamo realizzato e per ciò che ci apprestiamo a fare, cresce di giorno in giorno”.

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