L’Italia scopre il suo Bublè: è Lorenzo Licitra da Ragusa

L’Italia scopre il suo Bublè: è Lorenzo Licitra da Ragusa

19/12/2017 0 Di Alfredo Minutoli
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Definirli artisti in erba con la stoffa cucita addosso, o  giovani promesse della musica pop è quantomeno riduttivo; ciò che consegna all’Italia e al mondo intero la finale di X Factor, una volta spente le luci del Mediolanum Forum di Assago, sono dei veri e propri predestinati dell’universo canoro.

E per Lorenzo Licitra, venticinquenne  siciliano di Ragusa, avere sbaragliato la concorrenza dei Maneskin, band romana di diciottenni in odor di David Bowie (anche per via del sapiente utilizzo di un make up che fa molto gruppo rock britannico anni 80′), data per favorita fin dalla vigilia, nonchè di Enrico Nigiotti, ribelle livornese dalla voce graffiante che evoca il miglior Grignani, deve essere stato motivo di orgoglio infinito.

Voce potente, propria di chi studia da tenore (sin dai sedici anni si concentra sul canto lirico), inizialmente a fasi alterne ma via via sempre più prestata ad un genere pop di respiro internazionale, durante X Factor quella del talento ibleo è stata una trasformazione, più che consigliata voluta fortemente dalla “chioccia” Mara Maionchi, ancora una volta confermatasi talent scout d’eccezione.

E se c’è chi ha storto il muso davanti al verdetto finale (superiore è stata la spinta mediatica ma anche l’indice di gradimento fatto registrare dai Maneskin e da Nigiotti rispetto al siciliano), a fugare qualsiasi dubbio tra il pubblico presente al Forum e quello piazzato davanti ai teleschermi –  la finalissima di X Factor è stata seguita su Sky, TV8 e Cielo da 2.783.749 spettatori -, è stata l’incantevole performance sulle note di “Who wants to live forever” del mitico Freddy Mercury, cantata da Licitra con potenza e naturalezza rarissime.

Eccola dunque, l’ennesima storia di un siciliano vincente; lui, oggi venticinquenne, che lascia la propria isola giovanissimo (per tornarci da trionfatore, acclamato dai suoi concittadini e premiato dal Comune di Ragusa all’indomani della vittoria a X Factor) per affinare quell’ugola dorata scoperta quand’era appena un adolescente. Sotto l’ala del tenore G. Veneziano, i suoi studi alla Scala di Milano, seguiti a quelli presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza lo portano alla prima emozione legata alla musica  con il coro Mariele Ventre di Ragusa, cantato davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II. Per quello che in molti hanno ribattezzato il Michael Bublè italiano, inizia un tour in giro per il mondo, che lo vede esibirsi nel 2011 al Consolato Generale d’Italia di Instanbul per il 150° anniversario della Festa della Repubblica Italiana, ma anche a Johannesburg, in Sudafrica, presso lo State Theatre on Nelson Mandela Square.

Un’escalation progressiva, dovuta in primis al grande impegno nel perseguire il grande sogno ma anche al sostegno di una famiglia che ha sempre creduto in lui, fino all’incontro provvidenziale con Mara Maionchi, la produttrice discografica bolognese che ha deciso di di sceglierlo per la sua Squadra Over fino a indicargli la strada del successo. Forte di un carattere mite, umile e senza grilli  per la testa, per Lorenzo  Licitra, prossimo a firmare un contratto con la Sony (il suo disco potrebbe entrare in classifica e diventare uno dei nuovi volti della canzone italiana) si profila una carriera sfolgorante. Da buoni siciliani non ci resta che augurargli il meglio. 

 

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