Una “iena” pronta a fare grande il Palermo.

Una “iena” pronta a fare grande il Palermo.

06/03/2017 0 Di Alfredo Minutoli
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Da Zamparini a Baccaglini, dal friulano Maurizio all’italoamericano Paul, da un ultrasettantenne ad un ultratrentenne per quella che i tifosi rosanero si augurano possa essere una reale ventata di freschezza, soprattutto per ciò che riguarda le casse societarie. Dopo quindici, nella buona come nella cattiva sorte indimenticabili anni, si conclude dunque, all’ombra del monte Pellegrino l’era MZ, evento che, alla luce dei recenti risultati ottenuti dalla squadra non può che essere salutato con il più profondo dei sospiri di sollievo dai provatissimi fans del Palermo.

Grame figure in serie agli occhi non solo del mondo del calcio, e collezione interminabile di mortificazioni, da qualche anno avevano gettato le basi per il divorzio che, prima di divenire tale ha conosciuto un lasso di tempo fin troppo lungo da cosiddetti “separati in casa”. Da una parte il Presidente che, avendo più volte ribadito di non essere più in grado di effettuare certi tipi di investimento, puntava tutto sulla giovane scommessa da svezzare nella speranza di trarre fuori la plusvalenza salvifica, dall’altra i tifosi, amareggiati perchè costretti, negli anni, a vedere sbocciare con indosso l’amata casacca, fior di campioni che poi, puntualmente, venivano impacchettati e spediti presso altri lidi pronti a fare le fortune dei nuovi club di appartenenza.

Fin quando c’è stato un certo ricambio, il giochino ha funzionato; i problemi, seri, sono però sorti durante la stagione in corso, nella quale, ostinarsi a spacciare i vari Sallai e Balogh per i nuovi Dybala o Vazquez ha avuto il sapore della presa in giro, sapore acuito proprio dalla riconosciuta competenza in fatto di calciomercato di Zamparini, fine scopritore di talenti (ma ultimamente sempre meno impegnato in tal senso) il quale, inopinatamente, non ha nemmeno pensato a fornire la squadra quantomeno di quella quota di esperienza che i vari Maresca, Gilardino e Sorrentino avrebbero certamente assicurato. Perchè, ed in questo la sensazione è forte, sarebbe bastato avere in rosa il succitato terzetto di vecchi lupi di mare per aumentare di tanto le probabilità di ottenere una comoda salvezza, in un campionato, almeno nella parte bassa della classifica, di una mediocrità senza precedenti. Ma tant’è. Come da lui stesso dichiarato, a fiaccarne l’entusiasmo fino a farlo allontanare dal mondo del calcio non è stato affatto il suo Palermo tanto meno la città che porterà per sempre nel cuore, quanto piuttosto il pachidermico apparato burocratico  della Federcalcio (unilaterale in fatto di tutela delle società di grosso calibro e di contro poco incline ad aperture nei confronti dei club medio piccoli) unito alla crisi economica generalizzata, oltre agli infiniti ostruzionismi con la politica locale per la costruzione di nuove strutture sportive e ai vari scandali come corollario.

Eppure, memori delle tantissime belle cose fatte vedere e fatte provare ai palermitani nella gran parte della sua presidenza, più di un credito, legittimo, a Zamparini bisogna  concederlo; dando per scontata e incontestabile, numeri alla mano, la constatazione di essere stato il Presidente più vincente nella storia del club, è un fatto altresì degno di nota quello di non avere abbandonato la nave al triste inabissamento, cosa che avvenne ai tempi del Venezia. Perchè, se è vero che il morale della tifoseria è sotto i tacchi per lo spettro di una retrocessione sempre più vicina, a confortare il cuore della stessa potrebbe essere proprio il neo, giovanissimo presidente Paul Baccaglini,  con buona pace di chi già maligna per l’aplomb non proprio oxfordiano.

Scalda i motori la voce del web e già immaginiamo i coloriti commenti da bar dello sport, sia esso reale che virtuale: “una ex iena iper tatuata? Ma buonu nni finiu!”…e affini. Ebbene, basta dare una scorsa al suo curriculum per rendersi conto di quanto ci abbia saputo fare, in pochi anni questo trentatrenne di padre americano e madre italiana. Dopo una parentesi radiofonico televisiva (RTL 102.5, le Iene Italia Uno e il Testimone su MTV), come si evince dalle prime news battute sul web, “nel frattempo coltivava l’interesse per i mercati finanziari che studiava in qualità di trader. Dopo un primo periodo di gestione del proprio capitale ha fondato il suo primo “family fund”. Dopo due anni ha fondato il secondo allargando gli asset class gestiti e creando il primo fondo commerciale, Keystone Group. Avendo attirato l’attenzione di diverse banche internazionali per la costanza di risultati e per le strategie applicate, ha co-fondato il fondo Integritas Capital con due soci confluiti dal mondo delle banche americane ed inglesi. Da quasi due anni Paul è anche board member e financial secretary di Foundation International, una fondazione basata in America che investe in progetti umanitari su scala mondiale”.

Non è poco. Affatto. C’è da stare in fiducia in attesa di due date/tappa di fondamentale importanza: 1) 19/04/17, allorchè Baccaglini indicherà il nome della società che rileverà l’intero pacchetto azionario del club rosanero. 2) 30/04/17,  dove sarà formalizzato il definitivo passaggio di consegne. E se inquieta non poco la recente affermazione di Zamparini, secondo il quale “la nuova proprietà non capisce un cavolo di calcio”, paradosso dei paradossi, c’è già chi si augura che l’ex presidente rimanga in qualità di consulente di mercato. A quel punto sì che ne ri-vedremo delle belle. 

 

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