Palermo, niente regalo sotto l’albero, il Barbera resta tabù

Palermo, niente regalo sotto l’albero, il Barbera resta tabù

23/12/2016 0 Di Alfredo Minutoli
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Delusione infinita mista a rabbia sono i sentimenti predominanti al fischio finale di Massa di Imperia; il Palermo, in vantaggio al 33′ del primo tempo grazie alla saetta da fuori area di Quaison, viene raggiunto nei minuti di recupero (92′) dal fanalino di coda Pescara, con Biraghi che realizza il calcio di rigore concesso per un fallo di Gonzalez su Caprari. Una mazzata per i ventimila e passa del Renzo Barbera, soltanto pochi minuti prima del “fattaccio”, in delirio per il gol annullato per fuorigioco a Fornasier, episodio considerato probabilmente come il segno di un destino finalmente benevolo, continuum di quanto avvenuto soltanto quattro giorni prima in quel di Genova, allorchè i rosanero riuscirono nell’impresa di violare il fortino del grifone.

Un sogno che s’infrage al fotofinish e che vuole dire non più meno due dall’Empoli, ma meno quattro, che proprio la stessa cosa non è, soprattutto in vista della gara del 7 gennaio al Castellani, dove un eventuale vittoria non significherà più sorpasso. Peccato, viene da mordersi le mani, perchè in fondo, pur non brillando affatto, questa volta la squadra di Corini sembrava quantomeno essere riuscita a rispettare le consegne del proprio allenatore, sviluppando un gioco lineare, attento a non prestare troppo il fianco alle puntate offensive degli avversari (fatali contro il Chievo), e, progressivamente, capace, grazie soprattutto agli uomini di maggiore esperienza, quali Gonzalez in difesa (fatta eccezione per il fallo da rigore quello del nazionale costaricano è stato un buon rientro) , Rispoli (al contrario di un poco incisivo Aleesami, sulla fascia di pertinenza l’ex Parma si è disimpegnato egregiamente in ambedue le fasi), Diamantie e Gazzi a centrocampo, di mostrare finalmente una certa personalità.

Il primo tempo, chiuso in vantaggio per 1-0 questo aveva detto, sottolineato dagli applausi dei fans, intimamente speranzosi, più che convinti, di potere finalmente brindare al primo successo casalingo stagionale dopo l’infinito filotto di mortificanti sconfitte. Nella ripresa, è esattamente in seguito al colpo di testa finito a fil di palo di Nestorovski (positiva la prova del macedone nonostante la quinta gara – l’ultimo gol risale al 20 novembre in occasione di un Bologna-Palermo 3-1 – a secco di reti) sugli sviluppi di un corner, che inizia l’innalzamento del baricentro della manovra da parte degli adriatici che, a partire dalla mezz’ora, complice il maledetto braccino del tennista che affligge i padroni di casa, mai capaci di chiamare in causa Bizzarri, cominciano a far venire i brividi al Barbera.

La gara, mai bella, finisce per divenire una corrida; fioccano le ammonizioni (alla fine se ne conteranno ben nove, cinque tra gli abruzzesi quattro per i siciliani) così come le punizioni e i corner in zona rossa, e nella bagarre il Palermo va in bambola; prima è Pettinari che sfiora il pari su cross di Caprari, poi è Fornasier a impattare salvo vedersi annullare il gol per  off side, mentre sui titoli di coda è Biraghi a confezionare il pacco regalo per i suoi trasformando il calcio di rigore dell’1-1 in pieno recupero. Sarà infine il miracolo di Posavec, un attimo prima del triplice fischio, ad evitare il dramma della nona sconfitta di fila tra le mura amiche a squadra  e pubblico.

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