Palermo, un risultato positivo e i rosa si risollevano: parola di Zauli

Palermo, un risultato positivo e i rosa si risollevano: parola di Zauli

13/12/2016 0 Di Alfredo Minutoli
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Lo Zidane della B, il Principe ma per molti anche il Professor Zauli: un giocatore che per intelligenza, stile e colpi da campione avrebbe potuto avere una carriera più gratificante e che assieme a Eugenio Corini, neo allenatore del Palermo, ha scritto pagine indimenticabili nella storia del club rosanero. Dai microfoni della Zanzarosa, il talentuoso ex trequartista spiega i motivi che lo inducono a credere nella salvezza dei siciliani.

 

Squadra con il morale sotto i tacchi e ambiente depresso: c’è una medicina che possa risollevare questo Palermo in caduta libera?

Eugenio lo sa bene: serve la scintilla che possa dare un minimo di autostima ai ragazzi, in questo momento depressi a causa del tunnel di sconfitte in cui sono entrata ormai da nove turni. E’ stato davvero un peccato avere perso sul filo di lana a Firenze; pareggiare in casa di una squadra quotata come quella viola sarebbe stato l’esordio ideale per Corini sulla panchina del Palermo; probabilmente quello sarebbe stato il classico risultato che avrebbe sbloccato mentalmente il gruppo. Adesso la gente deve stare vicina ai giocatori proprio come avvenuto nell’ultima gara contro il Chievo, dove ha fatto davvero piacere rivedere un Barbera gremito e ben disposto nei confronti della propria squadra.

La ciambella di salvataggio può giungere dal calciomercato o è più giusto cercarla all’interno del gruppo attuale?

Bisogna guardare al presente, all’imminente allenamento, laddove si possono cercare i correttivi per poi riuscire a disputare la gara domenicale al meglio. Il mercato è ovvio che potrà essere prezioso anche se non so quali potranno essere le intenzioni della società in merito, ma, ripeto, è dall’attuale rosa che Corini dovrà cercare di tirare fuori il meglio, la famosa scintilla che possa dare la svolta a questo momento nero. Io non conosco nel dettaglio ciò che sta avvenendo all’interno del gruppo e quali dinamiche possano avere portato il Palermo nell’attuale situazione; so però per certo, che ogni squadra ha i suoi lati negativi ma anche quelli positivi; è da questi ultimi e dalla loro valorizzazione che bisogna ripartire il prima possibile.

Adesso tre gare, di cui due contro dirette avversarie, prima dell’inizio del girone di ritorno: fare punti diventa imperativo.

I cinque punti di vantaggio dell’Empoli, fortunatamente relativamente pochi con più di metà campionato ancora da giocare, sono da considerarsi il bicchiere mezzo pieno dell’attuale situazione del Palermo. E’ chiaro però, che se non vinci mai non puoi neanche cominciare a sperare che gli altri facciano altrettanto. Questo vale come regola generale; sperare nelle disgrazie altrui novanta su cento non porta a nulla, ciò che bisogna fare è concentrarsi su se stessi e trovare le risorse per tirarsi fuori dai guai. Le prossime tre gare prima del girone di ritorno penso che saranno davvero decisive circa ciò che attende i rosa nel prossimo futuro.

Lacune tecniche o più che altro stato mentale precario?

Nei momenti delicati  attraversati da una squadra, da ex calciatore posso confermarvi che il pallone tra i piedi comincia a scottare, facendo sì che anche i passaggi più elementari divengano difficili da eseguire. Ecco, ciò che ha voluto dire Eugenio in merito ai suoi difensori , che coi loro errori hanno permesso agli attaccanti del Chievo di segnare i due gol decisivi, riconduce il tutto ad uno stato mentale di grande offuscamento, a prescindere da quelle che possano essere le lacune tecniche dei singoli.

 La tifoseria sembra non avere dubbi: l’unico colpevole di tutto ciò è Maurizio Zamparini.

Con una salvezza ancora tutta da giocare non è il momento di cercare capri espiatori tantomeno di mandare alla ghigliottina chicchessia. E’ normale poi che ciò avvenga, e i tifosi hanno tutto il diritto di esprimere il loro dissenso, ma, tenendo presente tutto ciò che ha fatto il Presidente Zamparini per loro, regalando alla piazza grandi campioni e grandi campionati, penso sia più giusto stargli vicino che criticarlo aspramente. Si suole dire che finchè c’è vita c’è speranza , e nel calcio in particolare non bisogna mai dare nulla per scontato.

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