Santa Lucia: arancina al centro, si gioca il derby Palermo-Catania

Santa Lucia: arancina al centro, si gioca il derby Palermo-Catania

13/12/2016 0 Di Alfredo Minutoli
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Da una parte, a confortare i palermitani è lo storico (“ma è nativo del Capoluogo! non  vale!”, potrebbero ribattere gli etnei) Gaetano Basile, quando afferma che “si tratta di una palla di riso con la forma e il peso dell’arancia, quindi arancina. Se si fosse scelto il termine arancino avrebbe avuto la forma dell’arancio (l’albero) o di un ramo”; dall’altra invece potrebbe essere Sant’Agata, la patrona di Catania, apparsa a Lucia (prima che divenisse Santa semplice ragazza aretusea di buona famiglia), che a Lei si rivolse per chiedere la guarigione della madre ammalata, a far propendere di riflesso per  un’origine storica tutta orientale della gustosa pietanza tanto amata dai siciliani. Insomma, se nel calcio, il campanile tra le due più grandi città dell’Isola è, almeno per adesso, lontano dal potersi confrontare, in campo gastronomico, ogni santo 13 dicembre il ritornello “è fimmina no è masculu” torna farsi sentire.  

Una cosa però è certa: forti dell’ incoronazione che vuole Palermo “Capitale dello street Food italiano”, i cuochi del Capoluogo della Sicilia riscaldano i motori, scatenando la loro fantasia in un caleidoscopio di gusti e sapori pronti a fare impazzire i palati dei loro concittadini così come quelli dei turisti: e se una volta ci si chiedeva in ambito più locale se l’arancina doc fosse “abburro” piuttosto che “accarne”, oggi, allorchè a riempirle intervengono i più disparati sapori, dal pistacchio al salmone, dalla alici marinate agli stessi spaghetti fino al cioccolato, anche questa ennesima diatriba sembra segnare il passo. 

Ciò che conta davvero è farsi trovare con gli stomaci in forma, allenati per far fuori il più alto numero possibile di arancine, che si scelga il bar sotto casa, quello dall’altra parte della città “perchè è lì che le sanno fare meglio che altrove” o la cucina della nonna, che grazie alla sua sapiente arte culinaria, saprà deliziare figli e nipoti, che da lei potranno altresì godere di cuccia al cioccolato o alla ricotta e delle deliziose panelline fritte imbottite di riso e ricoperte di zucchero.

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