Palermo, Ko al gong ma primi segnali dal Genio

Palermo, Ko al gong ma primi segnali dal Genio

05/12/2016 0 Di Alfredo Minutoli
CONDIVIDI ---> FacebooktwitterFacebooktwitter

Babacar che approfitta in pieno recupero della poca cattiveria agonistica della difesa rosanero, in particolare di Pezzella, incornando il perfetto invito dalla sinistra di Zarate per fare secco Posavec e annientare le illusioni dei fans ospiti, dopo più di due mesi fa sì tornare alla vittoria casalinga la Fiorentina ma non ridimensiona proprio per nulla la gara coraggiosa e in prospettiva futura molto incoraggiante del nuovo Palermo targato Corini.

Peccato davvero, perchè muovere anche di un solo punto la classifica, per i rosanero sarebbe stato davvero importante, ancor più in una giornata di campionato che ha fatto registrare l’ennesimo capitombolo dell’Empoli, questa volta in casa del redivivo Sassuolo, la sconfitta nei minuti finali del Crotone a San Siro contro il Milan e il pareggio riacciuffato per i capelli dal claudicante Pescara, all’adriatico contro il Cagliari. Come dire che laggiù tutto rimane immutato e soltanto chi sarà dotato di maggiore compattezza e animato da sacro furore la potrà spuntare; sentimenti che, stando a quanto visto al Franchi,  da vero Genio, considerato il tempo esiguo a disposizione, è riuscito a infondere alla squadra il nuovo allenatore.

Evidentemente, i concetti espressi durante la conferenza stampa di presentazione da Corini, facenti riferimento all’idea  di famiglia nell’ottica della ricostruzione di un rapporto tra squadra e tifosi, fondamentale per rincorrere l’obiettivo della salvezza, sembrano avere da subito fatto breccia nell’animo dei suoi uomini, che tali hanno dimostrato di essere al cospetto di un avversario più quotato qual e’ la Fiorentina. Un Palermo che ha ribadito l’endemica difficoltà di giungere al tiro in porta (Tatarusanu pur correndo qualche brivido non ha mai dovuto sporcare i guantoni) ma che di contro ha duellato, per larghi tratti della partita ad armi pari con i viola, potendo contare innanzitutto sulla verve ritrovata di Quaison, micidiale nelle ripartenze e sempre sul pezzo e sulla gara da incorniciare di Mato Jajalo, autore tra l’altro della gran punizione che permette ai suoi di impattare il vantaggio dei padroni di casa firmato da Bernardeschi su rigore in seguito ad un fallo di mani di Aleesami.

Ecco, è semmai dal norvegese, in una fase di stallo dopo un inizio stagione promettente e da Morganella (poi sostituito da un Rispoli anche lui incapace di incidere), autore di una gara con più ombre che luci, che Corini dovrà pretendere di più, considerata l’importanza decisiva che hanno gli esterni nella tipologia di gioco di una squadra che dovrebbe rifornire da un pò tutte le parti Nestorovski, unico attaccante di ruolo della rosa in grado di fare reparto da solo. 

In attesa di recuperare pedine irrinunciabili quali Diamanti, Bruno Enrique, Gonzalez, Rajkovic e Goldaniga, e attendendo la ritrovata forma fisica di Trajkovski e Bentivegna, il Genio, che al contrario del suo predecessore, a dispetto degli esperimenti tattici sembra intenzionato a volere creare un undici di base affidandosi ai calciatori più esperti, può guardare con moderato ottimismo al futuro; in fondo, con questi uomini, come ha detto l’ex Ds Rino Foschi in settimana, l’obiettivo della salvezza può essere raggiunto, a patto che a crederci siano tutti, anche i tifosi, chiamati adesso a fare la loro parte a cominciare dalla prossima gara interna contro il Chievo.

CONDIVIDI ---> FacebooktwitterFacebooktwitter