Palermo, al Dall’Ara tutto come da copione: 3-1 e De Zerbi in bilico

Palermo, al Dall’Ara tutto come da copione: 3-1 e De Zerbi in bilico

21/11/2016 0 Di Alfredo Minutoli
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C’era una volta in cui, andare allo stadio, sintonizzare  la tv oppure la frequenza radio per una partita del Palermo provocava fremiti, palpitazioni e curiosità di vedere come sarebbe andata a finire; insomma, nulla di eccezionale, è questo d’altronde il pane quotidiano di ogni tifoso, che si nutre della passione per la propria squadra dichiarandosi pronto a sostenerla e difenderla nella buona come nella cattiva sorte.

I tifosi rosanero, che di certo non si sottraggono a questa regola (anzi, in confronto a loro la pazienza di Giobbe è pari a quella di Vittorio Sgarbi), oggi più che mai hanno invece la sensazione di vivere sotto l’effetto di un incantesimo, incapaci di comprendere fino in fondo ciò che sta accadendo o quantomeno perchè ci si è ridotti in questa situazione. Quasi esultano con il freno a mano tirato al gol, il settimo, di Nestorovski, tanto sono certi che quello non è che il solito, effimero vantaggio destinato ad essere prima impattato e poi superato dall’avversario di turno.

All’indomani dell’ennesima, pesante sconfitta (3-1) maturata sul campo del Bologna,  per la precisione la sesta di fila, in cui sono stati ben 18 i gol subiti a fronte dei 6 realizzati (numeri agghiaccianti che vengono completati dalle sei sconfitte in casa su sei gare disputate e dall’amara riflessione che Diamanti e compagni non sono mai riusciti a segnare più di un gol nelle tredici gare di campionato fin qui disputate), anche i più ottimisti sembrano avere abbandonato ogni speranza; che la squadra abbia dei problemi strutturali è cosa risaputa, che a questi si aggiungono anche quelli di ordine mentale è lo stesso De Zerbi ad ammetterlo, perplesso per i gol subiti ma ancor più per la prova generale dei suoi uomini, cui neanche il ritiro sembra avere giovato.

Cosa fare dunque, come potere uscire da questo incubo senza fine che di settimana in settimana non fa che aumentare il distacco e l’indifferenza  dei fans per le sorti del Palermo? Che il rampante allenatore ex Foggia sia uno bravo destinato a fare carriera lo dicono gli esperti ma non i numeri; probabilmente, l’intestardirsi nel volere attuare a tutti i costi la sua filosofia di gioco, con annessi continui cambi di modulo e di uomini per riuscirci potrebbe avere significato firmare la propria condanna nonostante il sorprendente credito ad oltranza di Zamparini. Presidente che, si ha la sensazione questa volta più delle altre con sincero dispiacere, sta inevitabilmente cominciando a guardarsi attorno, consapevole che un’eventuale sconfitta (sarebbe la settima di fila in casa ma anche la settima di fila in generale) nel prossimo “lunch match” casalingo contro la Lazio sarebbe davvero troppo. A quel punto, sempre che l’esonero non arrivi prima, radio mercato sussurra il ritorno sulla panchina rosanero del redivivo (ancora una volta) Ballardini, con buona pace dei detrattori scelta probabilmente  più sensata delle altre, considerata la conoscenza della rosa a disposizione da parte dell’allenatore ravennate.

Su di una cosa sono però d’accordo in tanti, e cioè che cercare il capro espiatorio nella guida tecnica di un gruppo tanto incompleto lascia il tempo che trova. Con l’auspicio di non perdere terreno nei confronti delle dirette concorrenti, l’unico in grado di dare una svolta ad una stagione che sembra segnata, mai come quest’anno è proprio Zamparini, rinforzando la squadra nel mercato di Gennaio con innesti di spessore, già questa di per sè un’impresa titanica.

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